
Per migliorare le proprie prestazioni il calciatore deve lavorare con criteri e metodi corretti sulla flessibilità delle proprie articolazioni. Principi generali e consigli.
Da un punto di vista motorio e coordinativo la mobilità può essere definita come “la capacità di riuscire a eseguire volontariamente e in modo mirato movimenti con la necessaria ampiezza ottimale d’escursione (oscillazione) delle articolazioni a esso interessate”. In generale la mobilità articolare è il presupposto fondamentale della motricità umana, soprattutto di quella degli sportivi, per cui il suo allenamento è componente imprescindibile del processo di miglioramento del calciatore e non può essere assolutamente trascurata.
EFFETTI DIRETTI
La mobilità ha azione diretta sulla prestazione sportiva e favorisce la prevenzione degli infortuni. Permette, inoltre, di realizzare senza ostacoli (o comunque con minor resistenze interne) impegni di forza e rapidità. Può essere suddivisa in:
- mobilità generale: il tipo che ha obiettivi basilari e generici fondamentali per l’allenamento in ogni sport;
- mobilità speciale: quella che viene pensata per richieste particolari di mobilità proprie di un singolo sport;
- mobilità attiva: quella con la quale si ricerca la massima escursione raggiungibile autonomamente;
- mobilità passiva: quella raggiunta grazie a forze esterne;
- mobilità statica: grazie alla quale si mantiene una determinata posizione per un certo periodo di tempo, sia attivamente sia non.

Avere una buona mobilità articolare è fondamentale anche per i portieri
I CIRCUITI DI MOBILITÀ ARTICOLARE
Possiamo definire quattro contenitori o circuiti funzionali all’interno dei quali inserire esercitazioni mirate per i diversi distretti muscolari e articolari del nostro corpo:
- per la parte alta del corpo, l’articolazione scapolo omerale;
- per il tratto cervicale, toracico e lombare;
- per il bacino e articolazione sacro iliaca;
- per gli arti inferiori.
A livello esecutivo va ricercata in ogni tipo di esercizio la massima ampiezza individuale raggiungibile con obiettivo, ovviamente, di migliorarla. Il lavoro sulla mobilità articolare è un allenamento vero e proprio e in quanto tale va eseguito nei modi e nei tempi corretti mediante una programmazione ragionata e organizzata, diversamente rischia di essere poco proficua. Le variabili del carico di allenamento (densità, frequenza, intensità) hanno enorme importanza.

