Club news Archivi - Polisportiva Locubia

Dicembre 13, 2019
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I 20 club di Serie A hanno firmato una lettera aperta per sensibilizzare i tifosi, soprattutto i più giovani, sulla problematica del razzismo nel calcio: uniti si vince!

Una lettera aperta “a chi ama il calcio italiano” per dire basta al razzismo e lanciare un messaggio forte. I 20 club di Serie A, dopo un confronto con Lega, Figc ed esperti internazionali, hanno deciso di rimboccarsi le maniche e schierarsi attivamente contro la piaga del razzismo pubblicando un testo condiviso sul proprio sito internet e sui social network. Noi della Polisposrtiva Locubia siamo contrari ad ogni forma di razzismo e vogliamo condividere questo importante messaggio lanciato da società ben più grandi di noi: fuori e dentro dal campo, il razzismo può essere “sconfitto” solo se tutti facciamo squadra insieme!

La lettera delle squadre di Serie A contro il razzismo

Dobbiamo riconoscere che abbiamo un serio problema con il razzismo negli stadi italiani e che non l’abbiamo combattuto a sufficienza nel corso di questi anni. Anche in questa stagione, le immagini del nostro calcio, in cui alcuni giocatori sono stati vittime di insulti razzisti, hanno fatto il giro del mondo, scatenando ovunque dibattito. È motivo di frustrazione e vergogna per tutti noi. Nel calcio, così come nella vita, nessuno dovrebbe mai subire insulti di natura razzista. Non possiamo più restare passivi e aspettare che tutto questo svanisca. Su spinta degli stessi club, nelle ultime settimane, è stato avviato un confronto costruttivo con Lega Serie A, Figc ed esperti internazionali su come affrontare e sradicare questo problema dal mondo del calcio. Noi, i club che sottoscrivono questa lettera, siamo uniti dal desiderio di seri cambiamenti e la Lega Serie A ha dichiarato la sua intenzione di guidare questo percorso attraverso una solida e completa politica anti-razzismo in Serie A, con nuove leggi e regolamenti più severi, assieme a un piano di sensibilizzazione mirato per tutti coloro che sono coinvolti in questo sport riguardo al flagello del razzismo. Non abbiamo più tempo da perdere. Dobbiamo agire uniti con rapidità e determinazione, e così faremo di qui in avanti. Ora più che mai il contributo e il sostegno di tutti voi, tifosi dei nostri club e del calcio italiano, sarà fondamentale in questo sforzo di vitale importanza.

In fede

Atalanta, Bologna, Brescia, Cagliari, Fiorentina, Genoa, Hellas Verona, FC Internazionale, Juventus, Lazio, Lecce, AC Milan, Napoli, Parma, AS Roma, Sampdoria, Sassuolo, SPAL, Torino, Udinese.


Dicembre 6, 2019
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Lo staff della Polisportiva Locubia è lieto di invitare tutti i piccoli calciatori e le loro famiglie alla festa di Natale 2019 che si svolgerà mercoledì 18 Dicembre a partire dalle 0re 19 presso il Teatro Annabella Schiavone

Il countdown per Natale è ufficialmente iniziato. Per entrare appieno nell’atmosfera natalizia, lo staff della Polisportiva Locubia ha già organizzato la festa di Natale. Ed è felice di invitare tutti i piccoli calciatori, le loro mamme e papà, le famiglie e a tutti gli appassionati che, tra partite e allenamenti, ci sostengono ogni giorno con passione e affetto. L’appuntamento è per mercoledì 18 Dicembre, a partire dalle ore 19, presso il Teatro Annabella Schiavone  a Sant’Eustachio, a pochi metri dal nostro campo “24 Maggio 1999”.

Ci sarà da divertirsi: la festa sarà animata da spettacoli comici per grandi e piccoli e, al termine della serata, tutti i piccoli calciatori riceveranno un regalo da Babbo Natale in persona! Prevista anche una ricca e salutare merenda per tutti i presenti: vi aspettiamo!

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Novembre 29, 2019
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La Uefa ha stanziato per il periodo 2019/2020 oltre 4,76 milioni per sostenere progetti e attività nel settore del calcio giovanile: saranno coinvolti 100 milioni di bambini in Europa ed Africa.

Più fondi per il calcio giovanile. La Uefa ha stanziato quasi 5 milioni di dollari in favore di progetti e attività per avvicinare i bambini al mondo del calcio. La UEFA – Union of European Football Associations (in italiano: Unione delle associazioni calcistiche europee) – è l’organo amministrativo, organizzativo e di controllo del calcio europeo con sede a Nyon (Svizzera). Nell’ultimo consiglio direttivo, riunitosi sotto la gestione del numero 1 del calcio europeo Alexander Čeferin, l’organismo ha stanziato un budget per il periodo 2019/2020 di oltre 4,76 milioni di euro. Questi fondi saranno destinati ad attività di promozione per il settore giovanile in Sicilia, Spagna meridionale e Grecia. L’obiettivo è aiutare concretamente i bambini, avvicinandoli attraverso lo sport e il calcio, ai settori della salute, dell’istruzione, dell’accesso allo sport, dello sviluppo personale, dell’integrazione e della difesa dei diritti.

Grazie all’impegno della Uefa, i bambini e le loro famiglie possono beneficiare degli effetti positivi che il calcio può avere a livello sociale. L’Unione delle associazioni calcistiche europee, infine, collabora attivamente con le Nazioni Unite al fine di dare speranza a migliaia di bambini in Europa e nel mondo.

 


Novembre 22, 2019
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La pioggia non è un ostacolo per l’allenamento. Anzi: una giornata piovosa può diventare l’occasione giusta per concentrarsi sulla tecnica e la forza: basta seguire i nostri consigli!

Piove, piove, piove. Sono giorni ormai che la pioggia cade incessantemente su Salerno e Provincia. E ovviamente anche sul nostro campo di Sant’Eustachio: ma noi non ci fermiamo! La pioggia non è un ostacolo per l’allenamento. Anche per i più piccoli, la pioggia non fa male: ciò che fa male è restare bagnati, fermi, al freddo perchè si rischia che il calore disperso superiore a quello prodotto e si abbassi la temperatura corporea. Questa condizione è difficile che si verifichi durante un allenamento perché il movimento aumenta il calore prodotto. Una giornata pioviosa può trasformarsi in una buona occasione per lavorare sulla forza e la tecnica. Le condizioni del terreno possono essere sfruttare per un lavoro sulla forza, soprattutto per i giocatori “più massicci”. Sui campi non troppo impantanati è inoltre possibile lavorare sulla tecnica, sfruttando proprio la scivolosità del terreno per migliorare la velocità di reazione, la capacità di adattamento e di equilibrio in situazione di difficoltà. Per allenarsi sotto la pioggia senza rischiare un malanno, dunque, è sufficiente seguire qualche semplice accorgimento.

1. Riscaldamento come si deve

Se piove forte, è meglio evitare di cominciare l’allenamento a freddo. Il nostro consiglio è di iniziare il riscaldamento al coperto per poi andare in campo già riscaldati. Il riscaldamento deve essere completo, perché con freddo, pioggia e vento il rischio di infortuni muscolari aumenta.

2. Scegliamo con cura l’abbigliamento

Utilizzare scaldamuscoli e maglie termiche permette di trattenere il calore prodotto dal corpo umano, evitandone la dispersione e mantenendo quindi il corpo più caldo. Man mano che la temperatura si abbassa possono tornare utili anche gli scaldacollo (utilizzabili in allenamento, ma vietati in partita), le calzamaglie, i cappellini (non quando piove, perchè si impregnano d’acqua, meglio il cappuccio di un k-way che è impermeabile) e i guanti. Un K-way impermeabile è sempre utile nei giorni di pioggia: riduce la quantità di acqua che arriva a contatto con i vestiti e quindi protegge il corpo.

3. Tutti sotto la doccia

A fine allenamento è fondamentale fare la doccia calda per riportare il corpo alla giusta temperatura. Una semplice doccia rimuove tutti i rischi di raffreddamento, riportando l’organismo alla temperatura ideale e azzerando il rischio di malattie da raffreddamento. Puoi giocare anche 90 minuti sotto pioggia, neve e vento, l’importante è che dopo fai una bella doccia calda!


Novembre 15, 2019
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La sosta della Seria A è una buona occasione per approfondire la nostra consocenza della Nazionale e scoprire qualche cuoriosità: ad esempio, vi siete mai chiesti perchè la maglia dell’Italia è azzurra?

La Nazionale è la squadra del cuore di tutti. Al di là del club calcistico per il quale si fa il tifo, ogni appassionato di calcio segue le partite degli Azzurri con passione e coinvolgimento emotivo. In pochi, però, conoscono la storia della Nazionale Italiana di calcio e perfino della sua divisa: vi siete mai chiesti, ad esempio, perché gli “Azzurri” sono proprio “azzurri”? Ossia, qual’è il motivo per il quale la maglia della Nazionale ha questo particolare colore che non figura neppure nella bandiera del nostro Paese?

La risposta a questa domanda affonda le sue radici nella storia della Nazionale Italiana di Calcio. La prima maglia indossata dalla nazionale italiana nell’esordio assoluto con la Francia del 15 maggio 1910 era di colore bianco. Tale scelta fu semplicemente dovuta al fatto che non si era raggiunto ancora l’accordo sulla divisa ufficiale, e dunque si decise di non colorarla lasciandola bianca.  Dopo due partite, in occasione di un’amichevole con l’Ungheria disputata a Milano il 6 gennaio 1911 la tenuta bianca venne sostituita da quella azzurra: la scelta era dovuta al fatto che l’azzurro è il colore dello stendardo della casa reale dei Savoia. La divisa prevedeva in abbinamento pantaloncini bianchi e calzettoni neri (col tempo anche questi ultimi diverranno azzurri). È molto diffusa la leggenda secondo cui le divise italiane dei primi decenni fossero di una tonalità di azzurro molto chiara, più vicina al celeste. In realtà, le maglie della nazionale sono state fin dagli esordi azzurre o blu: questo “falso storico” deriva dalle copertine acquerellate che La Domenica del Corriere dedicava alla squadra (le poche immagini a colori all’epoca disponibili), in cui le maglie venivano rappresentate con un celeste molto chiaro.

Durante gli anni ’30 l’Italia ha vissuto anche una breve parentesi con una divisa completamente nera, voluta dal regime fascista di Benito Mussolini. La divisa nera cadde nell’oblio dopo la caduta del regime; il solo colore, limitato a un inserto sulla manica sinistra, ritornò sulle maglie azzurre all’indomani della tragedia di Superga quando tutte le rappresentative nazionali, in memoria del Grande Torino, scesero in campo per un anno intero col lutto al braccio “compreso” nella divisa: non si trattava infatti di una fascia, ma di una vera e propria diversa colorazione nella trama azzurra. Per quanto riguarda le maglie dei portieri, le prime divise erano di colore nero; successivamente dagli anni 1950 in poi sono state pressoché stabilmente di tonalità grigia con il colletto e i polsi blu, a partire dagli anni 1980 le maglie erano di una tonalità metallica vicina all’argento, con piccole modifiche legate alle variazioni stilistiche degli sponsor tecnici (ad esempio, la maglia del 1994 aveva le maniche rosse, bianche e blu con disegni zigzag). Solo a partire dalla metà degli anni 1990 hanno assunto altre colorazioni, generalmente rosso o verde, adattandosi anche qui allo stile dello sponsor tecnico.

La maglia della nazionale ha visto anche delle varianti cromatiche nel corso della sua storia. Nel 1950 la nazionale B disputò un’amichevole contro l’Inghilterra B indossando, per un’unica volta, una divisa azzurra con fascia bianca, e numeri neri sulla schiena. Sempre negli anni 1950 la Nazionale giovanile scendeva in campo con una maglia verde, colore scelto proprio quest’anno per la terza divisa della Nazionale Maggiore. Una curiosità: nel 1994 l’Under-21, a causa di un disguido tecnico, giocò contro la Croazia indossando una maglia rossa: era in realtà la seconda maglia della squadra locale!

 


Novembre 8, 2019
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Il caso di Mario Balotelli a Verona è l’ennesimo campanello di allarme: dobbiamo dire no al razzismo in tutte le sue forme e impergnarci per educare al rispetto (dentro e fuori dal campo) fin da piccoli!

Ancora un episodio di razzismo negli stadi italiani. Domenica scorsa, la partita Verona-Brescia è stata interrotta per tre minuti dopo che Mario Balotelli ha scagliato il pallone sugli spalti e ha minacciato di andarsene dal campo, a causa degli ululati indirizzatigli da un settore dello stadio Bentegodi. L’attaccante, che insisteva per lasciare il campo, è stato abbracciato da compagni e avversari. L’arbitro Mariani, che ha parlato con Balotelli, ha chiesto che lo speaker facesse l’annuncio di possibile sospensione del match. Il match è stato sospeso per tre minuti.

Molti calciatori, sportivi e personaggi pubblici hanno espresso nelle scorse ore solidarietà a Mario Balotelli. Una delle prese di posizione più dure contro il razzismo negli stadi è arrivata dalla Roma. Tramite il suo account twitter ufficiale, la società giallorossa ha manifestato la propria vicinanza al capitano del Brescia e condannato ogni forma di discriminazione etnica o razziale. “La Roma si schiera al fianco di Mario Balotelli per gli insulti razzisti di domenica. Che siano 20 o 2000 persone, il razzismo è inaccettabile. È ora di scegliere da che parte stare, tra chi è pronto a opporsi al razzismo e chi gli permetterà di distruggere il gioco che amiamo”. Anche noi della Polisposrtiva Locubia siamo contrari ad ogni forma di razzismo e vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Balotelli e alle decine di bambini, bambine, ragazzi e ragazze che ancora oggi purtroppo sono vittime di discriminazione dentro e fuori dagli stadi. Il calcio è di tutti, a prescindere dal colore della pelle o dalla religione: giocare insieme è bello e divertente!


Ottobre 31, 2019
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La passione per il calcio non va mai in vacanza…ma per tornare in campo più carichi che mai ci vuole un pò di riposo!

La festa di tutti i Santi cade il primo novembre: è una festa cristiana che si celebra in vari Paesi europei che condividono liturgie religiose e tradizioni molto simili tra loro. Sono ben 11 gli Stati membri dell’Ue che osservano la ricorrenza in onore di tutti i Santi, compresi quelli non canonizzati. Oltre all’Italia, quello di Ognissanti è un giorno festivo in Francia, Austria, Belgio, Croazia, Germania, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Così tanti che il calendario stesso delle istituzioni europee riconosce il primo novembre come giorno di vacanza.

Il team della Polisportiva Locubia augura buon 1 novembre a tutti i piccoli calciatori, alle loro mamme e papà, alle famiglie e a tutti gli appassionati che, anche quest’anno, ci sostengono con passione e affetto: tra allenamenti e partite, il vostro contributo è fondamentale!

Riposatevi durante questo “ponte lungo” e lunedì ci rivediamo in campo!

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Ottobre 25, 2019
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Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 le lancette dell’orologio sono tornate indietro di 60 minuti: i nostri consigli per gestire al meglio il “ritorno” dell’ora solare!

Vi siere ricordati di spostare indietro le lancette dell’orologio? Questa notte è entrata in vigore l’ora solare, vale a dire l’orario invernale. Alle 3, le lancette dell’orologio sono tornate indietro di un’ora: abbiamo guadagniamo un’ora di sonno, ma da domani farà buio prima! Il passaggio non è privo di effetti sul nostro organismo e può provocare qualche disturbo ai soggetti particolarmente sensibili. Sebbene lo spostamento delle lancette sia soltanto di un`ora e quindi si tratti di un cambiamento apparentemente minimo, di fatto, il fisico di alcune persone può impiegare diversi giorni per adattarsi al nuovo orario. Tutto dipende, spiega Castronovo, dal nostro orologio biologico, legato ai ritmi circadiani, i quali si trovano in difficoltà quando avvengono cambiamenti improvvisi come quelli provocati dal passaggio dall’ora estiva a quella invernale.

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Ora solare: i nostri consigli per gestire lo spostamento delle lancette!

I sintomi e i malesseri più comuni causati dal cambio d’orario sono stanchezza, irritabilità, perdita di concentrazione e produttività sul lavoro, nausea e inappetenza. Si tratta comunque di disagi che non richiedono l’assunzione di farmaci: può essere utile, invece, mettere in atto qualche contro-misura per alleviare i disturbi già dai giorni precedenti il cambio orario. Ad esempio, con il ritorno all’ora solare, non occorre intervenire sul momento del risveglio, visto che con le lancette indietro dormiremo un’ora di più, ma possiamo posticipare gradualmente di un quarto d’ora gli orari dei pasti e il momento di andare a dormire. In casa, invece, possiamo cercare di migliorare l’illuminazione degli ambienti con la luce artificiale, per far capire al nostro organismo che ancora non è ora di andare a dormire. Meglio non cedere alla sonnolenza dei primi giorni e non anticipare troppo il momento di andare a letto per evitare un risveglio troppo di buon’ora il mattino successivo.

Nei giorni successivi allo spostamento delle lancette dell’orologio, invece, può essere utile fare un po’ di movimento nella seconda parte della giornata, ma non la sera dopo cena,  e cercare di trascorrere più tempo possibile all’aria aperta per esporsi alla luce diurna: la “scusa” buona per venire agli allenamenti e giocare a calcio!

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Ottobre 17, 2019
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Una scuola calcio di Milano ha scartato un bambino di appena 8 anni perché giudicato “troppo scarso” per prendere scendere in campo e prendere parte alla nuova stagione.

“Caro genitore, la società coglie l’occasione per ringraziarti nell’aver dato fiducia al nostro operato per la stagione appena trascorsa, con la consapevolezza di aver impiegato il massimo sforzo per raggiungere insieme ogni obiettivo. Per la prossima stagione non potremo garantire la possibilità di far divertire vostro figlio ma ritenendo l’aspetto ludico del gioco un elemento fondamentale vi suggeriamo di trovare un’altra società che possa soddisfare questo indispensabile requisito per la stagione 2019/2020. Vi auguriamo le migliori fortune sportive e non. La Società». E’ questa l’incredibile email che si sono visti recapitare i genitori di un bambino di appena 8 anni in provincia di Milano. La Scuola Calcio che loro figlio frequentava ha infatti deciso di negargli l’iscrizione per la stagione sportiva 2019/2020 giudicandolo “troppo scarso”: una vicenda incredibile che fa male a tutto il mondo delle scuole calcio e dello sport giovanile!

Non togliete mai la scuola calcio per punizione!

Scuola Calcio: non escludiamo nessuno!

Non dovrebbero mai succedere cose di questo genere, soprattutto se si parla di atleti nati nel 2010 e dunque partecipanti al campionato “pulcini”. A quest’età, infatti, i piccoli calciatori non sono ancora entrati nella fase dell’agonistica e dovrebbero avere tutti l’opportunità di frequentare la scuola calcio, a prescindere dalla bravura o dal talento! Quando si parla di bambini di 8 anni, l’allenatore bisognerebbe chiamarlo istruttore (o educatore), gli avversari del weekend dovrebbero essere nuovi amici con cui divertirsi, non ci dovrebbero essere arbitri e fischietti ma si dovrebbe giocare con l’autoarbitraggio. E soprattutto, a questa età e in queste categorie, la parola “selezione” andrebbe abolita dal vocabolario!

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Ottobre 11, 2019
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L’uruguaiano Walter Lopez ha fatto visita all’impianto “24 Maggio 1999” e ha regalato una maglia della Salernitana autografata ai piccoli calciatori della Polisportiva Locubia.

Allenarsi sotto gli oggi chi un calciatore professionista è sempre emozionante per gli aspiranti giocatori. Figuriamoci poi se il calciatore in questione gioca per la squadra della propria città. E’ quello che hanno provato i piccoli calciatori della Polisportiva Locubia quando, durante l’allenamento di mercoledì pomerrigio, hanno visto entrare in campo il difensore della Salernitana Walter Lopez. Terzino sinistro dotato di buona corsa, Lopez ha fatto visita all’impianto “24 Maggio 1999” e si è fermato ad osservare gli allenamenti dei piccoli calciatori della Polisportiva Locubia. Il calciatore granata si è concesso con entusiasmo ai bambini, firmando autografi e scattando gli immancabili selfie.

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La dedica di Walter Lopez agli “amigos” della Locubia

Classe 1985, Walter Lopez ha iniziato la sua carriera sportiva nel Racing Club de Montevideo, club della sua città natale. Dal 2003 al 2007 ha militato nel River Plate Montevideo. Da gennaio a giugno 2007 ha giocato in prestito nel club spagnolo dello Xerez. Da agosto a dicembre dello stesso anno invece si trasferisce in Messico, all’Estudiantes Tecos.Nel settembre 2008 viene ingaggiato dal West Ham e debutta in Premier League il 1º marzo 2009 nella partita West Ham-Manchester City (1-0). Tuttavia in stagione colleziona solo cinque presenze da subentrato.  Nel luglio 2009 torna in patria firmando con il Club Atlético Cerro. Nell’agosto dello stesso anno viene mandato in prestito nella serie B italiana, dove veste la maglia del Brescia con cui gioca titolare. Esordisce con le rondinelle nella partita Brescia-Cittadella (1-0) del 21 agosto 2009. Il 12 settembre seguente trova anche il suo primo gol in Italia siglato nella trasferta contro il Piacenza (1-3). Con il club lombardo disputa 31 partite in campionato e due nei play-off promozione, in cui il Brescia batte il Torino in finale conquistando la promozione in serie A. Dopo una serie di esperienze in giro per l’Europa e il Sud America, Lopez è approdato a Salerno nel gennaio 2019 ed è subito entrato nel cuore dei tifosi granata, come testimonia l’affetto che i bambini della Polisportiva Locubia gli hanno dimostrato durante la visita di mercoledì 11 ottobre. Un affetto ampiamente ricambiato: il terzino granata ha omaggiato la scuola calcio con una sua maglia da gioco con la dedica in Spagnolo “A los amigos de la scuola calcio Locubia con carino”.

La visita di Lopez è solo il primo di una serie di eventi in programma per festeggiare i 40 anni di attività calcistica della Polisportiva Locubia: seguite i nostri canali social per restare aggiornati!