Marzo 15, 2018
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Uno sport che miscela velocità, tecnica, tattica, resistenza atletica e gioco di squadra porta questo nome: IL CALCIO.

La Polisportiva Locubia lo pratica con tanta passione e cerca di trasmettere ai suoi giovani atleti tutto il bello e il meglio che c’è, perché crescere praticando attività sportiva è la miglior cosa che un genitore possa scegliere per il proprio figlio.

Negli articoli precedenti abbiamo spaziato su vari argomenti: dalla prima volta allo stadio, agli allenatori, fino all’alimentazione.
Oggi vorremmo approfondire insieme a voi quali sono le diverse caratteristiche dei diversi ruoli in squadra.

Essendoci 11 giocatori, ognuno di loro ha un ruolo diverso e quindi ha propensioni diverse a livello mentale e caratteriale.

Per tutti sono fondamentali alcune cose come:

  • Mantenere al lucidità per 90′
  • Gestire il rapporto con l’arbitro
  • Gestire il rapporto tra compagni
  • Gestire il rapporto con gli avversari

Vediamo invece quali sono le peculiarità di ogni ruolo:

Portiere:

  • Eccellenti livelli di concentrazione
  • Ottima gestione delle emozioni e della tensione gara
  • Lucidità e prontezza.
  • Grande capacità di essere totalmente presente.
  • Sono il faro della difesa e devono essere sicuri e trasmettere sicurezza.
  • Forte leadership.

Difensore:

  • Eccellenti livelli di concentrazione
  • Sicurezza e prontezza negli interventi
  • Sicurezza e serenità nei disimpegni

Centrocampista:

  • Ottima gestione degli spazi.
  • Fondamentali sono intensità e lucidità.
  • Forte leadership
  • Capacità di distruggere il gioco avversario e ripartire costruendo la propria azione offensiva.
  • Gestione emozionale dei falli (fatti e subiti)

Attaccante:

  • Fame di gol.
  • Grande convinzione nei propri mezzi e lucidità sotto porta.
  • Forza mentale e capacità di realizzare anche se si ha a disposizione una sola occasione buona.
  • Grande capacità di gestire i falli subiti

 

I nostri allenatori strutturano allenamenti specifici per il ruolo che ogni atleta ricopre per raggiungere l’equilibrio tra preparazione atletica e mentale, la tecnica e la tattica.

Gestiscono la tensione pre-gara e post-gara e sanno che le difficoltà di un portiere sono diverse da quelle dell’attaccante per questo allenano tecnicamente e mentalmente in maniera differente.

Vi aspettiamo presso il nostro campo in Via Quintino di Vona, 84133 Salerno (SA) per apprezzare il modo in cui lavoriamo e vedere i vostri figli felici nell’attività che praticano.


Marzo 9, 2018
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Siamo fatti di acqua! Possiamo non mangiare per settimane ma se non beviamo siamo nei guai!

Pensate che l’acqua rappresenta il 70-75% del peso corporeo nei bambini.

In un precedente articolo vi abbiamo parlato di quanto una corretta alimentazione sia importante per loro(http://www.polisportivalocubia.it/2018/02/15/sport-e-alimentazione-qualche-utile-consiglio) , soprattutto in contemporanea con la pratica di un’attività sportiva, oggi invece vi parliamo di quanto è importante bere acqua.

La perdita di liquidi nei bambini è maggiore rispetto agli adulti in virtù dei loro più veloci turnover.

Idem per lo sportivo, che per la grande quantità di sudore prodotta durante l’attività sportiva perde moltissimi liquidi.

Pensiamo allora a un bambino sportivo e come il consumo di acqua sia un fattore chiave.

Le perdite idriche se non adeguatamente compensate determinano ipoidratazione, cioè riduzione di acqua in tutti i compartimenti dell’organismo in particolar modo di quello circolatorio.

Nel corso di un’intensa attività fisica e di una pratica sportiva regolare, la quota di acqua che viene persa può raggiungere valori rilevanti e compromettere tanto il risultato sportivo quanto lo stato di salute dell’atleta.

Durante l’allenamento è bene bere ad intervalli regolari, senza aspettare lo stimolo della sete, e il reintegro di 1/4 di litro di acqua ogni 15 minuti può essere considerato ottimale.

Dopo l’allenamento risulta importante assumere liquidi per evitare l’ipoidratazione e per permettere il recupero e per ristabilire una situazione di equilibrio interno all’organismo per evitare spiacevoli conseguenze come disidratazione e colpi di calore. Bere serve anche ad aumentare il tono muscolare, infatti con la giusta quantità di acqua i muscoli saranno più energici e saranno meno soggetti a crampi e affaticamento.

Acqua naturale o gassata? Assolutamente naturale e da assumere a temperatura ambiente, per evitare che lo stomaco risenta dello sbalzo termico.

 

Consigliamo di non iniziare un allenamento già disidratati perché potrebbe comportare diverse limitazioni, quindi raccomandiamo di bere già prima di iniziare l’attività sportiva.

 

Se è vero infatti che l’attività fisica ha un’influenza positiva sul benessere generale dell’organismo, è anche vero che praticarla in assoluta sicurezza è fondamentale.


Marzo 1, 2018
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La timidezza spesso appartiene solo a una fase passeggera della crescita dei bambini e scompare via via con l’adolescenza.

A volte però può non essere superata e manifestarsi in modo esagerato tanto da compromettere la vita sociale del bambino.

In questo caso è necessario l’intervento da parte dei genitori proprio per aiutare il bambino a superarla e non considerarla solo per i suoi lati negativi, ma captare quelli positivi: le persone timide hanno infatti qualità notevoli come una grande sensibilità, una spiccata tendenza all’introspezione, sono molto intuitive e intelligenti.
Se infatti si ha una percezione troppo negativa della sua timidezza, il bambino lo capirà e penserà di avere qualcosa di sbagliato; questo lo farà crescere debole e insicuro e non lo aiuterà affatto ad uscire dall’introversione.

Se, al contrario, il bambino sente che la sua timidezza è accolta e capita, si sentirà più sicuro e sereno, avrà meno paura del giudizio altrui e riuscirà quindi a superarla più facilmente.

Non criticare il bambino, non prenderlo in giro, né metterlo in imbarazzo sottolineando quando è timido, soprattutto in presenza di altre persone e non fare paragoni con altri coetanei perché causerebbe solo una maggiore chiusura.

Il bambino troppo timido ha bisogno di essere aiutato, ma in un modo graduale e senza costrizioni.

Molto utile per superare la timidezza può essere un’attività sportiva e come consigliano gli esperti, il calcio è sicuramente la prima tra tutte. Il gioco di squadra infatti fa in modo che il bambino sperimenti il piacere di collaborare con gli altri per raggiungere un obiettivo comune e impari a gestire le relazioni con i coetanei. Un’attività sportiva divertente e interessante che stimola la sua curiosità e il suo entusiasmo.

Parlatene con i vostri bambini e soddisfate i loro desideri di attività fisica, devono vivere l’esperienza come svago e divertimento e non come un’imposizione.

È alquanto sbagliato e dannoso infatti, spingere il bambino, forzandolo, a fare ciò che non si sente di fare. Ogni bambino ha i propri tempi e se la timidezza ancora non gli permette di fare certe cose, non andate in allarme, ma dategli il tempo di crescere e di fare le cose secondo i suoi tempi. Limitatevi ad incoraggiarlo a fare qualche attività che gli interessino sul serio.

Dietro la timidezza c’è sempre la paura del giudizio altrui. Il bambino timido ha poca fiducia nelle proprie capacità: per questo ha così tanto timore di esporsi. Valorizzare le sue qualità per aumentare l’autostima è davvero importante e il calcio è davvero uno sport che può intervenire proprio su questo e far sì che il bambino superi quella fase delicata di insicurezza a timidezza: aiuta a relazionarsi, a confrontarsi, a competere e socializzare con i propri coetanei e i risultati, seppur graduali, arriveranno.

In questa partita, Calcio vs Timidezza, grazie all’aiuto dei genitori e degli allenatori che spronano, motivano e fanno il possibile per far uscire dal guscio i bambini che ne hanno più bisogno, sicuramente la spunterà la forza del calcio!


Febbraio 22, 2018
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Abbiamo già parlato di quanto sia importante il ruolo dell’allenatore per i piccoli atleti e oggi andiamo ad analizzare più a fondo quali sono le qualità caratterizzanti di un allenatore perfetto.

Partiamo dalla PASSIONE, perché senza di essa e senza l’amore per il pallone non si potrebbe mai arrivare da nessuna parte. Sacrifici e difficoltà sono all’ordine del giorno per ogni allenatore ed è per questo che solo con una buona base di passione si può intraprendere questa strada.

EQUILIBRIO E PAZIENZA sono due caratteristiche fondamentali per un allenatore che faccia da bilancia tra atleti, tifosi e genitori e a cui sono affidate tutte le decisioni, dalle più positive alle negative in maniera spesso tempestiva e dinamica.

La COMPETENZA deriva si dall’esperienza, ma va ben oltre: bisogna entrare infatti, in una nuova ottica e far sì che essere allenatore sia un nuovo punto di partenza, in grado di imparare anche dopo anni di carriera e adattarsi alla continua evoluzione del mestiere.

L’ allenatore è in primis un insegnante ed è quindi fondamentale la sua TECNICA DI COMUNICAZIONE che deve essere semplice e chiara affinchè le sue idee siano facilmente comprensibili. Soprattutto per chi lavora a contatto con i giovani atleti, l’allenatore è una forte figura di riferimento, quasi come un vero e proprio secondo papà.

Ogni allenatore basa il proprio lavoro su delle fondamenta importanti che vanno programmate ed è per questo che la sua CAPACITA’ DI PROGRAMMAZIONE deve essere elevata, soprattutto quando si tratta di mandare avanti un gruppo di ragazzi, passo dopo passo sulla base di metodi e tecniche su cui crede fermamente.

Fondamentale è anche l’AUTOCRITICA: capire dove sta l’errore, perché la carriera di un allenatore è fatta sì di vittorie ma anche di tante sconfitte, e questa caratteristica è necessaria per migliorare se stesso e la propria squadra.

Saper osservare, leggere le situazioni e prevedere le difficoltà sono indubbiamente le qualità più importanti per un grande allenatore.

Tutto questo non significa solo cogliere il giusto cambio in una partita, ma anche e soprattutto capire quando lodare o spronare la squadra, quando cambiare tecniche di allenamento e quando insistere su determinati aspetti.

 

Insomma un grande allenatore ha delle doti innate!

Con il suo carisma ed educazione è l’esempio per tutti i suoi atleti ed è per questo che il suo modo di fare, il suo atteggiamento e la sua mentalità influenzeranno per forza di cose il comportamento dei giocatori.

Noi di Locubia cerchiamo di trasmettere sempre il massimo ai nostri piccoli grandi atleti e con loro cresciamo anche noi.


Febbraio 15, 2018
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La nostra società è sempre vicina ai suoi giovani atleti affinchè traggano il massimo dall’attività sportiva.

Oggi lo facciamo partendo dalla “tavola”: l’alimentazione giusta non trasformerà nessuno in un campione, ma gli assicurerà una crescita e uno sviluppo armoniosi.

L’alimentazione è un elemento determinante nella prestazione dei giovani ed è essenziale anche per assicurare un regolare sviluppo fisico e mentale.

Come prima cosa è  importante sottolineare che non esistono alimenti “speciali” capaci di migliorare la preparazione e la prestazione atletica, ma solo buone o cattive abitudini alimentari che condizionano l’efficienza e il rendimento fisico atletico.

Esiste infatti uno stretto legame tra una corretta nutrizione e prestazione atletica, qualunque sia lo sport preso in considerazione, ma ancora di più quando si parla di sport nell’infanzia e nell’adolescenza, periodi nei quali alle esigenze per l’attività fisica si sommano quelle per l’accrescimento.

Si tratta di un periodo delicato nel quale l’organismo è in formazione e un’alimentazione errata, per qualità e quantità, non soltanto può condizionare le prestazione atletiche ma, cosa molto più importante, può portare a problemi nell’accrescimento che a loro volta potranno essere causa di problemi ancor più severi nell’età adulta.

È bene concentrare l’attenzione su diversi aspetti partendo dal fabbisogno energetico dei giovani.

È importante bilanciare al meglio l’energia in entrata, attraverso cibo e bevande, con quella in uscita, in base all’attività fisica e alle altre attività del giovane.

Se l’apporto è troppo basso si rischia un deficit energetico, che può provocare un accrescimento ridotto, una perdita di massa muscolare, l’affaticamento rapido e una maggiore suscettibilità a traumi.

Se l’apporto è troppo alto si rischiano invece sovrappeso e obesità, condizioni che purtroppo sono sempre più diffuse tra bambini ed adolescenti.

Naturalmente durante i picchi di crescita è necessario un apporto maggiore, che deve aumentare, come dicevamo, in funzione del tempo e dell’intensità dello sport praticato.

Se l’allenamento è previsto nel primo pomeriggio è bene rafforzare lo spuntino di mezza mattinata e fare un pasto ricco di carboidrati almeno un’ora prima di iniziare l’attività fisica.

Durante l’allenamento bisogna mantenere idratati i piccoli atleti bevendo un sorso d’acqua ogni venti minuti se il lavoro non supera l’ora e mezza, ma ancora più importante è reidratare il bambino alla fine dell’allenamento bevendo acqua e mangiando qualche frutto.

Entro le due ore successive si potrà consumare un piccolo panino, e perché no una fettina di dolce fatto in casa preparato con farina, uova e latte.

L’ora giusta per mangiare è un aspetto importante affinchè l’alimentazione non interferisca con il corretto svolgimento dell’attività fisica e il pasto dovrebbe essere equilibrato e leggero evitando alimenti ricchi di grassi, gli eccessi di zucchero, di sale e di quantità.

Il giusto compromesso è mangiare un po’ di tutto arricchendo la dieta con alcuni cibi crudi come frutta e verdura ricche di sostanze preziose per l’organismo. Infine è consigliabile bere tanta acqua, succhi di frutta e spremute.

Per concludere, come detto in apertura, per vincere non servono alimenti speciali, bastano allenamento, motivazione, passione e una sana alimentazione.

Ci vediamo alla prossima puntata e se volete suggerirci qualche argomento o cercate indicazioni su particolari alimenti, basta segnalarlo nei commenti.

 

 


Febbraio 8, 2018
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L’equilibrio tra i diversi ruoli nello sport per allenatori e genitori.

L’attività sportiva è una straordinaria esperienza educativa, è emozionante, divertente e come tale coinvolge facilmente i bambini e i ragazzi.

In particolare il calcio ha una funzione ludica, sociale, insegna il rispetto di sé e degli altri, delle regole, il valore dell’impegno, la convivenza civile, la cooperazione e l’accettazione della sconfitta.

Accresce la fiducia in sé stessi aumentandone l’autostima, facilita l’integrazione e favorisce gli incontri, senza pensare a quanto aiuti a scaricare ansie e preoccupazioni.
Intorno ai bambini e ai ragazzi che giocano ruotano numerose figure fondamentali primi tra tutti gli allenatori, i genitori e i familiari.

Tutti partecipano in modo diverso e in misura differente a rendere l’esperienza sportiva educativa e formativa per i giovani atleti.

Il buon andamento di una Società Sportiva ben strutturata e organizzata dipende dall’equilibrio tra i diversi ruoli, dove ciascuno deve “giocare” il suo, senza invadere e interferire in quello degli altri.
E’ quindi importante comprendere quale ruolo gioca ogni figura e quali sono le sue responsabilità.

A tale scopo è molto importante fare il possibile affinché si stabilisca un’alleanza educativa tra gli allenatori e i genitori.

Gli allenatori
Gli allenatori devono essere degli educatori che formano attraverso lo sport, alla condivisione del gruppo e in particolare sono coloro che promuovono e concretizzano un valido progetto sportivo e culturale orientato a far “crescere” i giovani non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto nell’educarli al senso della responsabilità, dell’impegno, dell’autostima e della voglia di migliorare continuamente.

Essi sono un punto di riferimento e un esempio per i giocatori in campo e fuori dal campo e tale incarico impone loro di avere una specifica formazione tecnica. Sono loro i primi a rispettare la differenziazione con i genitori grazie al loro atteggiamento. Ogni allenatore infatti ha percorso un cammino nel quale si è costruito un’esperienza e questo bagaglio gli permette di potersi definire qualificato, esperto e competente sul campo, senza mai però mettere da parte l’umiltà e la sensibilità.

I genitori
I genitori hanno sempre un ruolo importante per la crescita sportiva dei propri figli, anche perché soprattutto in piccola età, i figli devono essere supportati dai genitori, sia per gli stimoli continui che forniscono, sia per il grande aiuto che possono dare in fatto di educazione, lealtà, fiducia dei propri mezzi, orgoglio e autodeterminazione.

I genitori sono una risorsa positiva per l’attività sportiva dei propri figli, ed è per questo che deve essere creata un’alleanza tra loro e la scuola calcio, perché una collaborazione intelligente può aiutare a risolvere molti problemi, in primis quelli educativi dei bambini e dei ragazzi.

Il compito dei genitori è di insegnare ai propri figli che lo sport è un grande veicolo di valori fondamentali, che la vittoria è frutto di un duro lavoro, di un impegno costante e che non conta solo il risultato.

Specialmente in età evolutiva il bambino e il giovane devono sentire questo appoggio incondizionato da parte dei genitori che li supportano e li valorizzano per quello che sono.
I piccoli atleti vanno incontro al mondo, lo vogliono conoscere autonomamente e quindi devono essere lasciati liberi di giocare senza alcuna pressione, devono divertirsi, rispettare le regole del gioco, i compagni, l’allenatore e l’arbitro.

Noi di LOCUBIA teniamo in particolar modo alla comunicazione tra genitori e allenatori affinchè si diffonda una cultura sportiva sana e divertente con l’obiettivo principale di fare squadra. I genitori devono essere motivati a sostenere i propri figli quando giocano e far balzar fuori il meglio dai propri giovani atleti.

I genitori dei nostri piccoli li incoraggiano a impegnarsi sempre di più, facendo capire loro che l’impegno in campo o in palestra e a scuola sarà in futuro fonte di soddisfazione, cercano di renderli autonomi, facendo capire loro che giocare significa divertirsi e socializzare.
La delusione di una sconfitta diventa un mezzo per crescere, perché “la non vittoria” stimola a migliorarsi attraverso gli allenamenti e questo atteggiamento si riflette positivamente sulla loro attività scolastica e sull’attività lavorativa.

La nostra società è felice del rapporto che c’è con i genitori dei piccoli giocatori e contiamo di migliorarlo giorno dopo giorno per fortificare la grande rete che si è creata.

C’è il giusto dialogo e complicità che servono per incoraggiare ed affiancare i bambini sia nell’attività sportiva che nella vita.


Febbraio 1, 2018
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Il calcio, uno sport che toglie il fiato a grandi e bambini e che in 90 minuti accomuna tutti in un’unica grande emozione.

Padri e figli insieme a tifare la squadra del cuore davanti alla tv, ma il sogno di ogni bambino rimane quello di assistere ad una partita di calcio allo stadio, provando la forte emozione di vedere tutti i tifosi alzarsi ed esultare quando un giocatore segna un goal.

La prima volta di un bambino allo stadio è un’esperienza che rimarrà indelebile nella sua mente e che vivrà con un entusiasmo e una tale adrenalina che solo il genitore che lo accompagna potrà percepire.

Per i bambini che amano il calcio, assistere a una partita della propria squadra del cuore allo stadio è un qualcosa di indescrivibile e per la maggior parte del tempo non crederanno ai loro occhi e non realizzeranno lo splendido mondo in cui si trovano.

La visione dello stadio già dall’esterno carica il bambino, e una volta entrato le emozioni non potranno che duplicarsi: bandiere, colori, cori, scenografie lasciano il bambino incantato e affascinato.                                              Sarà come vivere un sogno!

Varcare l’ingresso dello stadio e intravedere il campo è il momento preciso in cui un brivido percorre la schiena e si inizia a condividere la propria passione con altre migliaia di persone.

I tifosi intorno e in lontananza, piccoli come formichine, ma capaci di trasmettere una grandissima energia da farti esaltare per tutto il tempo.

I calciatori, entrano, si schierano e lo speaker comincia a pronunciare ad uno ad uno i loro nomi, fra gli applausi e le “ola” dei sostenitori.  Emozioni uniche, migliaia di persone che esultano e incitano il giocatore preferito.
Ad ogni goal, tutti si alzano ed esultano. Il nome del marcatore compare nel grande schermo dello stadio e i giocatori in campo si abbracciano ed esultano per il goal segnato.

Nessuna distinzione tra grandi e bambini, si respira aria di festa, il voler stare insieme e tifare per la stessa squadra.

Accompagnare i propri figli con lo spirito giusto è sicuramente un fattore molto importante perché questa esperienza cosi fantastica, la ricorderanno per tutta la vita grazie anche al supporto e al coinvolgimento di voi genitori.

Condividere la passione per il calcio insieme ai propri figli aiuta loro e aiuta anche voi genitori, non siamo noi di Locubia a dovervi dire dove, quando e in che maniera dare libero sfogo alla vostra passione, ma in fondo questo, almeno secondo noi, è il modo più bello.
 


Gennaio 25, 2018
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Nell’articolo di oggi cercheremo di dare qualche risposta esaustiva ad un interrogativo che molti genitori si pongono quando i propri figli esprimono il desiderio di voler frequentare una scuola calcio.

Il calcio è uno sport che richiede tanta voglia di giocare e di divertirsi. Una passione che batte insieme al proprio cuore, un’energia che scorre nelle vene non solo nei 90 minuti di partita, ma sempre. Piace perché è un gioco semplice, un’attività libera, attuale, una magnifica avventura con le sue gioie, paure ed entusiasmo.

Ogni bambino ha la sua squadra del cuore ed il suo calciatore preferito, ed è così che già in tenera età si inizia a sognare di fare goal!

Scegliere la scuola calcio a cui affidare il proprio bambino è molto importante, ed è fondamentale cercare un ambiente sano che faccia muovere i “primi passi” nel mondo del calcio in assoluta serenità eliminando pressioni e aspettative eccessive che possono solo esasperare il comportamento di piccoli atleti che crescono.

Gli allenatori devono essere sì tecnicamente preparati ma anche, e soprattutto, bravi a far crescere i giovani armonicamente in due ambiti: sportivo e umano. L’aspetto tecnico è infatti fondamentale – come in qualsiasi disciplina – ma lo è anche l’educazione che viene impartita ai giovani: rispetto delle regole, dei compagni e degli avversari e la capacità di affrontare, metabolizzare e superare le sconfitte. È proprio verso questa direzione che opera la Locubia, con lo scopo di accompagnare i bambini, e le loro famiglie, nella propria crescita come sportivi e come uomini.

Una buona scuola calcio infatti, fa sì che il bambino si diverta e inizi a relazionarsi con gli altri in totale e assoluta serenità spronandolo a fare sempre del meglio per il proprio bene e quello degli altri.

In maniera assolutamente pacata e serena si parla al bambino per “superare” le sconfitte affinché i giovani imparino il valore educativo della sconfitta: il primo passo per poter divenire degli sportivi veri.

E’ necessario inoltre, educare con il buon esempio al rispetto e alla correttezza nei confronti delle altre persone, siano essi arbitri, allenatori, compagni o avversari.

Bisogna essere accorti e far vivere al bambino la dimensione di gioco senza creare speranze o convinzioni che potrebbero un domani essere disattese.

Se un bambino si sente un campione troppo presto bisogna stargli vicino supportandolo in ogni fase della sua crescita, facendogli capire che la strada è molto lunga e continuando a proporgli invece il concetto di gioco e di divertimento, evitando illusioni.

Occorre disapprovare i comportamenti negativi di chiunque, anche dei calciatori, idoli dei nostri piccoli atleti. E’ indispensabile invece sottolineare i comportamenti positivi fuori e in campo e ricordare sempre che per diventare dei veri professionisti è indispensabile la costanza e la disponibilità ai molti sacrifici che la vita dello sportivo richiede.

Noi di Locubia mettiamo nel nostro lavoro tutta la passione che da anni il calcio ci trasmette e che ci permette di dare sempre il massimo per la formazione dei nostri piccoli atleti che i genitori affidano nelle nostre mani e alla nostra esperienza.


Gennaio 20, 2018
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In un ambiente sportivo come il nostro, e soprattutto quando si è a stretto contatto con piccoli e giovani atleti, rendere sicuro lo svolgimento dell’attività è una delle nostre priorità.

Mai vorremmo che accada in campo, durante una partita o un allenamento, un evento spiacevole legato ad un malore, ma nell’eventualità, consapevoli che il solo intervento, anche se tempestivo, tramite massaggio cardiaco, potrebbe non bastare a mantenere in vita un paziente, abbiamo deciso di dotare la Locubia di un defibrillatore a tecnologia avanzata. Solo esso può permettere il ripristino del naturale ritmo del cuore attraverso l’erogazione di una scarica elettrica.

Il defibrillatore di cui disponiamo è di ultima generazione, può essere utilizzato su adulti e bambini senza la necessità di cambiare piastre, ma semplicemente utilizzando un interruttore che identifica la modalità paziente adulto o pediatrico, il che permette un intervento ancora più rapido e tempestivo.

Ci siamo orientati su uno dei migliori prodotti sul mercato, grazie alle sue istruzioni dettagliate, all’utilizzo semplificato e alle procedure vocali d’intervento guidate, garantisce al nostro staff medico una straordinaria prontezza operativa.

Un aspetto fondamentale che ci ha spinto a sceglierlo, è la voce guida che accompagna durante tutto l’intervento, teniamo sempre in considerazione che si tratta di momento delicati in cui anche chi soccorre potrebbe essere sopraffatto dall’ansia, ed ecco che l’apparecchio gestisce tutte le operazioni autonomamente, informando il soccorritore delle attività che il dispositivo esegue.
Ci auguriamo di disporne sempre e solo per precauzione e di non imbatterci mai in interventi cosi drastici, ma se così fosse siamo attrezzati per intervenire prontamente.

Noi di Locubia pensiamo a voi e alla vostra salute in tutto e per tutto.

 

 


Gennaio 18, 2018
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La storia della Locubia prende il largo nel 1980, quando due piccole società sportive la “CONRIS“ e il “S.EUSTACHIO“ si fondono, grazie alla saggia mediazione di Don Alfonso Santamaria, per dar vita alla più antica squadra di calcio salernitana.

“Quando più di ventidue anni fa” – ci racconta Don Alfonso – “ebbi il mandato di organizzare una società sportiva da parte di un gruppo di amici che si dedicavano al gioco del calcio e che avevano due piccole società, io stesso li invitai ad unirsi e a dare vita ad un grosso club. Questi amici raccolsero l’invito e mi chiesero di dare un nome alla società che stava nascendo. Poiché in quei tempi reggevo due parrocchie, quella del S.S. Redentore al rione R. Cocchia e quella di S. Eustachio, e poiché il gruppo dirigenziale apparteneva ai due rioni citati, intesi fare delle ricerche storiche (per non far torto a nessuno), e scoprii che: Il termine LOCUBIA deriva da LUCUS (bosco), donde LUCUBIA o LOCUBIA; infatti tutta la zona di S. Eustachio era una zona boschiva; la dedica della chiesa a S. Eustachio: un santo ex cacciatore, ne è la riprova.

La storia della zona comincia con la prima data del 1985, anno nel quale, da un documento del C.D.C. (II,233) località “Liciniano”, è offerto un terreno “in ecclesia sancti Eustasi”.La località “Liciniano” è proprio la zona compresa tra l’attuale Mercatello e Torre Angellara (il cui nome deriva appunto dal torrente che ivi scorre, anticamente chiamato “Anquillerium”), ed aveva anche la denominazione di “Locubia” o “Loco Locubie”.Così accertai, attraverso questa ricerca storica, che le zone di Mercatello, Pastena e S.Eustachio erano tutte un’unica località denominata LOCUBIA.”

La società partì alla grande, partecipando al campionato di II categoria, mentre il settore giovanile partecipava ai tornei del C.S.I. e F.I.G.C. raccogliendo molte soddisfazioni.

La passione e la tenacia del gruppo dirigenziale e soprattutto l’impegno costante ed il fine comune, vigilare sui giovani, farli divertire e motivarli, permettevano di guardare lontano e così, l’anno successivo, la società partecipava al campionato di II categoria raccogliendo molti consensi e simpatie, essendo la più giovane del campionato.

Col passare del tempo l’immagine della società si affermava nel settore dello sport salernitano, e con essa anche i ragazzi, molti dei quali oggi sono uomini affermati nel campo del lavoro.

In tutti questi anni le soddisfazioni sono state tante e grazie a loro abbiamo superato momenti difficili, ritornando più forti di prima.

Oggi la Locubia è attiva con tutte le categorie del settore giovanile:

– piccoli amici,

– primi calci,

– pulcini,

– esordienti

– giovanissimi.

La società sportiva Locubia si dedica al settore giovanile con entusiasmo e passione per trasmettere competenza sportiva, valori e motivazioni perché il principale obiettivo è la formazione psico-fisica dei giovani affinché crescano forti e temprati alla vita.

Le attività sono vigorosamente attuate da istruttori qualificati, in grado di garantire ai piccoli atleti la massima competenza sportiva ma soprattutto educativa. A cui si affiancano specialisti nel campo della medicina dello sport per seguirli durante tutto il percorso.

Il “24 MAGGIO 1999”, campo di calcio in erba sintetica di ultima generazione, nel quartiere Sant’Eustachio, nella zona orientale di Salerno, è il punto di incontro per partite e allenamenti. Un ambiente sicuro e divertente, aperto a tutti piccoli atleti e grandi tifosi ma soprattutto a chi ha voglia di condividere la nostra grande passione per il calcio.

Vieni a giocare con noi, ti aspettiamo in campo!

www.polisportivalocubia.it