Club news Archivi - Polisportiva Locubia

Novembre 15, 2019
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La sosta della Seria A è una buona occasione per approfondire la nostra consocenza della Nazionale e scoprire qualche cuoriosità: ad esempio, vi siete mai chiesti perchè la maglia dell’Italia è azzurra?

La Nazionale è la squadra del cuore di tutti. Al di là del club calcistico per il quale si fa il tifo, ogni appassionato di calcio segue le partite degli Azzurri con passione e coinvolgimento emotivo. In pochi, però, conoscono la storia della Nazionale Italiana di calcio e perfino della sua divisa: vi siete mai chiesti, ad esempio, perché gli “Azzurri” sono proprio “azzurri”? Ossia, qual’è il motivo per il quale la maglia della Nazionale ha questo particolare colore che non figura neppure nella bandiera del nostro Paese?

La risposta a questa domanda affonda le sue radici nella storia della Nazionale Italiana di Calcio. La prima maglia indossata dalla nazionale italiana nell’esordio assoluto con la Francia del 15 maggio 1910 era di colore bianco. Tale scelta fu semplicemente dovuta al fatto che non si era raggiunto ancora l’accordo sulla divisa ufficiale, e dunque si decise di non colorarla lasciandola bianca.  Dopo due partite, in occasione di un’amichevole con l’Ungheria disputata a Milano il 6 gennaio 1911 la tenuta bianca venne sostituita da quella azzurra: la scelta era dovuta al fatto che l’azzurro è il colore dello stendardo della casa reale dei Savoia. La divisa prevedeva in abbinamento pantaloncini bianchi e calzettoni neri (col tempo anche questi ultimi diverranno azzurri). È molto diffusa la leggenda secondo cui le divise italiane dei primi decenni fossero di una tonalità di azzurro molto chiara, più vicina al celeste. In realtà, le maglie della nazionale sono state fin dagli esordi azzurre o blu: questo “falso storico” deriva dalle copertine acquerellate che La Domenica del Corriere dedicava alla squadra (le poche immagini a colori all’epoca disponibili), in cui le maglie venivano rappresentate con un celeste molto chiaro.

Durante gli anni ’30 l’Italia ha vissuto anche una breve parentesi con una divisa completamente nera, voluta dal regime fascista di Benito Mussolini. La divisa nera cadde nell’oblio dopo la caduta del regime; il solo colore, limitato a un inserto sulla manica sinistra, ritornò sulle maglie azzurre all’indomani della tragedia di Superga quando tutte le rappresentative nazionali, in memoria del Grande Torino, scesero in campo per un anno intero col lutto al braccio “compreso” nella divisa: non si trattava infatti di una fascia, ma di una vera e propria diversa colorazione nella trama azzurra. Per quanto riguarda le maglie dei portieri, le prime divise erano di colore nero; successivamente dagli anni 1950 in poi sono state pressoché stabilmente di tonalità grigia con il colletto e i polsi blu, a partire dagli anni 1980 le maglie erano di una tonalità metallica vicina all’argento, con piccole modifiche legate alle variazioni stilistiche degli sponsor tecnici (ad esempio, la maglia del 1994 aveva le maniche rosse, bianche e blu con disegni zigzag). Solo a partire dalla metà degli anni 1990 hanno assunto altre colorazioni, generalmente rosso o verde, adattandosi anche qui allo stile dello sponsor tecnico.

La maglia della nazionale ha visto anche delle varianti cromatiche nel corso della sua storia. Nel 1950 la nazionale B disputò un’amichevole contro l’Inghilterra B indossando, per un’unica volta, una divisa azzurra con fascia bianca, e numeri neri sulla schiena. Sempre negli anni 1950 la Nazionale giovanile scendeva in campo con una maglia verde, colore scelto proprio quest’anno per la terza divisa della Nazionale Maggiore. Una curiosità: nel 1994 l’Under-21, a causa di un disguido tecnico, giocò contro la Croazia indossando una maglia rossa: era in realtà la seconda maglia della squadra locale!

 


Novembre 8, 2019
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Il caso di Mario Balotelli a Verona è l’ennesimo campanello di allarme: dobbiamo dire no al razzismo in tutte le sue forme e impergnarci per educare al rispetto (dentro e fuori dal campo) fin da piccoli!

Ancora un episodio di razzismo negli stadi italiani. Domenica scorsa, la partita Verona-Brescia è stata interrotta per tre minuti dopo che Mario Balotelli ha scagliato il pallone sugli spalti e ha minacciato di andarsene dal campo, a causa degli ululati indirizzatigli da un settore dello stadio Bentegodi. L’attaccante, che insisteva per lasciare il campo, è stato abbracciato da compagni e avversari. L’arbitro Mariani, che ha parlato con Balotelli, ha chiesto che lo speaker facesse l’annuncio di possibile sospensione del match. Il match è stato sospeso per tre minuti.

Molti calciatori, sportivi e personaggi pubblici hanno espresso nelle scorse ore solidarietà a Mario Balotelli. Una delle prese di posizione più dure contro il razzismo negli stadi è arrivata dalla Roma. Tramite il suo account twitter ufficiale, la società giallorossa ha manifestato la propria vicinanza al capitano del Brescia e condannato ogni forma di discriminazione etnica o razziale. “La Roma si schiera al fianco di Mario Balotelli per gli insulti razzisti di domenica. Che siano 20 o 2000 persone, il razzismo è inaccettabile. È ora di scegliere da che parte stare, tra chi è pronto a opporsi al razzismo e chi gli permetterà di distruggere il gioco che amiamo”. Anche noi della Polisposrtiva Locubia siamo contrari ad ogni forma di razzismo e vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Balotelli e alle decine di bambini, bambine, ragazzi e ragazze che ancora oggi purtroppo sono vittime di discriminazione dentro e fuori dagli stadi. Il calcio è di tutti, a prescindere dal colore della pelle o dalla religione: giocare insieme è bello e divertente!


Ottobre 31, 2019
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La passione per il calcio non va mai in vacanza…ma per tornare in campo più carichi che mai ci vuole un pò di riposo!

La festa di tutti i Santi cade il primo novembre: è una festa cristiana che si celebra in vari Paesi europei che condividono liturgie religiose e tradizioni molto simili tra loro. Sono ben 11 gli Stati membri dell’Ue che osservano la ricorrenza in onore di tutti i Santi, compresi quelli non canonizzati. Oltre all’Italia, quello di Ognissanti è un giorno festivo in Francia, Austria, Belgio, Croazia, Germania, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Così tanti che il calendario stesso delle istituzioni europee riconosce il primo novembre come giorno di vacanza.

Il team della Polisportiva Locubia augura buon 1 novembre a tutti i piccoli calciatori, alle loro mamme e papà, alle famiglie e a tutti gli appassionati che, anche quest’anno, ci sostengono con passione e affetto: tra allenamenti e partite, il vostro contributo è fondamentale!

Riposatevi durante questo “ponte lungo” e lunedì ci rivediamo in campo!

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Ottobre 25, 2019
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Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 le lancette dell’orologio sono tornate indietro di 60 minuti: i nostri consigli per gestire al meglio il “ritorno” dell’ora solare!

Vi siere ricordati di spostare indietro le lancette dell’orologio? Questa notte è entrata in vigore l’ora solare, vale a dire l’orario invernale. Alle 3, le lancette dell’orologio sono tornate indietro di un’ora: abbiamo guadagniamo un’ora di sonno, ma da domani farà buio prima! Il passaggio non è privo di effetti sul nostro organismo e può provocare qualche disturbo ai soggetti particolarmente sensibili. Sebbene lo spostamento delle lancette sia soltanto di un`ora e quindi si tratti di un cambiamento apparentemente minimo, di fatto, il fisico di alcune persone può impiegare diversi giorni per adattarsi al nuovo orario. Tutto dipende, spiega Castronovo, dal nostro orologio biologico, legato ai ritmi circadiani, i quali si trovano in difficoltà quando avvengono cambiamenti improvvisi come quelli provocati dal passaggio dall’ora estiva a quella invernale.

Leggi anche —> Allenamento in autunno: i nostri consigli!

Ora solare: i nostri consigli per gestire lo spostamento delle lancette!

I sintomi e i malesseri più comuni causati dal cambio d’orario sono stanchezza, irritabilità, perdita di concentrazione e produttività sul lavoro, nausea e inappetenza. Si tratta comunque di disagi che non richiedono l’assunzione di farmaci: può essere utile, invece, mettere in atto qualche contro-misura per alleviare i disturbi già dai giorni precedenti il cambio orario. Ad esempio, con il ritorno all’ora solare, non occorre intervenire sul momento del risveglio, visto che con le lancette indietro dormiremo un’ora di più, ma possiamo posticipare gradualmente di un quarto d’ora gli orari dei pasti e il momento di andare a dormire. In casa, invece, possiamo cercare di migliorare l’illuminazione degli ambienti con la luce artificiale, per far capire al nostro organismo che ancora non è ora di andare a dormire. Meglio non cedere alla sonnolenza dei primi giorni e non anticipare troppo il momento di andare a letto per evitare un risveglio troppo di buon’ora il mattino successivo.

Nei giorni successivi allo spostamento delle lancette dell’orologio, invece, può essere utile fare un po’ di movimento nella seconda parte della giornata, ma non la sera dopo cena,  e cercare di trascorrere più tempo possibile all’aria aperta per esporsi alla luce diurna: la “scusa” buona per venire agli allenamenti e giocare a calcio!

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Ottobre 17, 2019
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Una scuola calcio di Milano ha scartato un bambino di appena 8 anni perché giudicato “troppo scarso” per prendere scendere in campo e prendere parte alla nuova stagione.

“Caro genitore, la società coglie l’occasione per ringraziarti nell’aver dato fiducia al nostro operato per la stagione appena trascorsa, con la consapevolezza di aver impiegato il massimo sforzo per raggiungere insieme ogni obiettivo. Per la prossima stagione non potremo garantire la possibilità di far divertire vostro figlio ma ritenendo l’aspetto ludico del gioco un elemento fondamentale vi suggeriamo di trovare un’altra società che possa soddisfare questo indispensabile requisito per la stagione 2019/2020. Vi auguriamo le migliori fortune sportive e non. La Società». E’ questa l’incredibile email che si sono visti recapitare i genitori di un bambino di appena 8 anni in provincia di Milano. La Scuola Calcio che loro figlio frequentava ha infatti deciso di negargli l’iscrizione per la stagione sportiva 2019/2020 giudicandolo “troppo scarso”: una vicenda incredibile che fa male a tutto il mondo delle scuole calcio e dello sport giovanile!

Non togliete mai la scuola calcio per punizione!

Scuola Calcio: non escludiamo nessuno!

Non dovrebbero mai succedere cose di questo genere, soprattutto se si parla di atleti nati nel 2010 e dunque partecipanti al campionato “pulcini”. A quest’età, infatti, i piccoli calciatori non sono ancora entrati nella fase dell’agonistica e dovrebbero avere tutti l’opportunità di frequentare la scuola calcio, a prescindere dalla bravura o dal talento! Quando si parla di bambini di 8 anni, l’allenatore bisognerebbe chiamarlo istruttore (o educatore), gli avversari del weekend dovrebbero essere nuovi amici con cui divertirsi, non ci dovrebbero essere arbitri e fischietti ma si dovrebbe giocare con l’autoarbitraggio. E soprattutto, a questa età e in queste categorie, la parola “selezione” andrebbe abolita dal vocabolario!

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Ottobre 11, 2019
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L’uruguaiano Walter Lopez ha fatto visita all’impianto “24 Maggio 1999” e ha regalato una maglia della Salernitana autografata ai piccoli calciatori della Polisportiva Locubia.

Allenarsi sotto gli oggi chi un calciatore professionista è sempre emozionante per gli aspiranti giocatori. Figuriamoci poi se il calciatore in questione gioca per la squadra della propria città. E’ quello che hanno provato i piccoli calciatori della Polisportiva Locubia quando, durante l’allenamento di mercoledì pomerrigio, hanno visto entrare in campo il difensore della Salernitana Walter Lopez. Terzino sinistro dotato di buona corsa, Lopez ha fatto visita all’impianto “24 Maggio 1999” e si è fermato ad osservare gli allenamenti dei piccoli calciatori della Polisportiva Locubia. Il calciatore granata si è concesso con entusiasmo ai bambini, firmando autografi e scattando gli immancabili selfie.

Leggi anche —> Polisportiva Locubia: Francesco Tudisco è il nuovo responsabile tecnico

La dedica di Walter Lopez agli “amigos” della Locubia

Classe 1985, Walter Lopez ha iniziato la sua carriera sportiva nel Racing Club de Montevideo, club della sua città natale. Dal 2003 al 2007 ha militato nel River Plate Montevideo. Da gennaio a giugno 2007 ha giocato in prestito nel club spagnolo dello Xerez. Da agosto a dicembre dello stesso anno invece si trasferisce in Messico, all’Estudiantes Tecos.Nel settembre 2008 viene ingaggiato dal West Ham e debutta in Premier League il 1º marzo 2009 nella partita West Ham-Manchester City (1-0). Tuttavia in stagione colleziona solo cinque presenze da subentrato.  Nel luglio 2009 torna in patria firmando con il Club Atlético Cerro. Nell’agosto dello stesso anno viene mandato in prestito nella serie B italiana, dove veste la maglia del Brescia con cui gioca titolare. Esordisce con le rondinelle nella partita Brescia-Cittadella (1-0) del 21 agosto 2009. Il 12 settembre seguente trova anche il suo primo gol in Italia siglato nella trasferta contro il Piacenza (1-3). Con il club lombardo disputa 31 partite in campionato e due nei play-off promozione, in cui il Brescia batte il Torino in finale conquistando la promozione in serie A. Dopo una serie di esperienze in giro per l’Europa e il Sud America, Lopez è approdato a Salerno nel gennaio 2019 ed è subito entrato nel cuore dei tifosi granata, come testimonia l’affetto che i bambini della Polisportiva Locubia gli hanno dimostrato durante la visita di mercoledì 11 ottobre. Un affetto ampiamente ricambiato: il terzino granata ha omaggiato la scuola calcio con una sua maglia da gioco con la dedica in Spagnolo “A los amigos de la scuola calcio Locubia con carino”.

La visita di Lopez è solo il primo di una serie di eventi in programma per festeggiare i 40 anni di attività calcistica della Polisportiva Locubia: seguite i nostri canali social per restare aggiornati!


Ottobre 4, 2019
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Non togliete mai la scuola calcio ad un bambino per punizione. L’allenamento è un’attività che educa ogni bambino: tenerlo a casa non è una soluzione! 

“Vai male a scuola? Allora niente scuola calcio!” Quante volte abbiamo sentito pronunciare queste parole ai genitori dei nostri piccoli calciatori. Molti pensano, infatti, che togliere la scuola calcio e l’allenamento sia un modo efficace per educare i bambini e migliorare il loro comportamento o i risultati a scuola. Ma questa “punizione” funziona davvero? L’esperienza di anni in questo settore ci ha insegnato che non è affatto così! 

L’attività sportiva rappresenta per un bambino un momento della propria giornata molto importante in cui poter liberare la propria propensione innata al gioco e alla condivisione di esperienze con i coetanei. In media il tempo richiesto a settimana da una scuola calcio oscilla tra le 2 e le 6 ore, considerando allenamenti ed ed eventuali tornei e partite durante alcuni fine settimana. Stiamo parlando di un “monte ore” che difficilmente può influire sull’andamento scolastico di una bambino!  Ma c’è anche un motivo “psicologico” per il quale togliere la scuola calcio non è affatto una punizione educativa.

Togliere la scuola calcio non educa il bambino

Se gli togliete la scuola calcio, qualsiasi bambino che ama questo sport sarà ancora più frustrato e demotivato di prima. Se è vero che per lo studio è necessario metodo ma anche concentrazione, il pensiero di non poter giocare con i compagni risulterà un peso che accompagnerà la sua mente per molto tempo durante la giornata, compreso, ovviamente,  il momento dello studio. Quando i bambini incontrano difficoltà scolastiche, il calcio, così come qualunque altro sport, non è mai un rischio o un aggravante, bensì uno strumento intelligente che i genitori hanno tra le mani per poter rendere il bambino maggiormente responsabile e consapevole dei propri mezzi. Il metodo migliore per affrontare le difficoltà scolastiche è l’organizzazione dei momenti di studio. La scuola calcio è infatti un impegno in grado di stimolare nel bambino la progressiva crescita delle proprie competenze non solo tecniche e sportive ma anche sociali e cognitive, in primis per quel che concerne la possibilità di “allenare” anche la propria capacità di concentrazione.

 

Togliete prima il tablet, il cellulare, la PlayStation o la TV. Non togliete mai lo sport!


Settembre 27, 2019
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L’estate è finita e l’autunno è ormai arrivato. Le giornate si accorciano, cadono le foglie, arrivano le prime piogge…e ricominciano gli allenamenti!

Settembre coincide infatti con l’inizio delle attività della Scuola Calcio e la ripresa degli allenamenti. Il calo delle temperature, in effetti, favorisce l’attività fisica e stimola il movimento. Esistono però alcuni utili accorgimenti per ottimizzare lo sforzo fisico ed allenarsi senza rischiare di prendere un malanno! Scopriamoli insieme in questa utile guida. Quando si tratta di attività fisica, gli allenamenti vanno sempre gestiti in maniera costante e ragionevole, onde evitare lo stress fisico e il conseguente abbassamento delle proprie difese immunitarie.

Allenamento in autunno: come vestirsi

Le classiche attività aerobiche, utili per bruciare i lipidi in eccesso e per velocizzare il metabolismo, rimangono sempre al top anche quando si tratta di allenarsi in autunno. Queste attività tendono inoltre a tonificare di più la massa muscolare. Attenzione però alle condizioni climatiche. L’abbigliamento a “cipolla”, tramandato di generazione in generazione, è sempre la migliore soluzione: vestirsi a strati ci permette di tenere sotto controllo la temperatura corporea, di non avere caldo e di non avere freddo durante l’allenamento.

Allenamento in autunno: cosa mangiare

Per allenarsi in autunno e farlo bene, non dimenticate di isolare la vostra sudorazione con i classici impermeabili sportivi o appositi capi d’abbigliamento, utili per evitare il raffreddamento corporeo che può indurre a diverse problematiche. Qualora facciate allenamenti al chiuso (come in palestra o in piscina) ponete invece attenzione agli sbalzi di temperatura tra i vari ambienti.

Anche quest’anno, ripartono le attività della Polisportiva Locubia! Per tutti i bambini nati tra il 2005 e il 2015, l’appuntamento è al campo “24 Maggio 1999” in Via Quintino di Vona, a Sant’Eustachio, per vivere insieme una nuova stagione all’insegna del divertimento, dello sport e delle emozioni che solo il calcio sa regalare!


Settembre 21, 2019
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La Scuola Calcio guidata dal Presidente Angelo Panariello ha raggiunto un accordo con l’ex capitano della Salernitana: Francesco Tudisco sarà il nuovo responsabile tecnico.

Ripartono alla grande le attività della Polisportiva Locubia. A pochi giorni dalla ripresa degli allenamenti per la stagione 2019/2020, la Scuola Calcio di Sant’Eustachio ha ufficializzato l’ingresso in società di Francesco Tudisco. L’ex capitano della Salernitana (405 presenze tra i professionisti, 162 in maglia granata) sarà il nuovo responsabile tecnico della scuola calcio e coordinerà gli allenamenti dei piccoli calciatori della Locubia sui campi “24 maggio 1999” e “De Gasperi” di Salerno.

Classe 1968, Francesco Tudisco è stato un vero e proprio idolo per i tifosi della Salernitana. Centrocampista dalle notevoli doti tecniche, “Ciccio” ha vestito la maglia granata dal 1992 al 1997, collezionando 21 goals e indossando la fascia da capitano nella stagione 1996/1997. La grinta, la determinazione e la carica agonistica che hanno fatto innamorare i tifosi della Salernitana saranno ora al servizio dei calciatori della Polisportiva Locubia. “Ho accettato con entusiasmo questo incarico – ha subito detto Tudisco – perché Salerno è per me una seconda casa. Mio figlio Gabriele giocava nella Locubia e, fin da allora, ho ammirato la serietà e la professionalità di questa Scuola Calcio. Il mio obiettivo è aiutare i piccoli calciatori nel loro percorso di crescita, non solo tecnica e calcistica, mettendo a disposizione tutta la mia esperienza ed il mio grande amore per il questo sport: non vedo l’ora di tornare in campo insieme ai bambini e ai ragazzi di Salerno”.

Leggi anche: I nostri (buoni) motivi per iscriversi a scuola calcio!

L’arrivo di Francesco Tudisco è stato fortemente voluto dal Presidente Angelo Panariello, coordinatore delle attività della Polisportiva Locubia. “Quest’anno la Polisportiva Locubia compie 40 anni: l’arrivo di un responsabile tecnico del calibro di Tudisco è, senza dubbio, il regalo migliore che potessimo farci! Io e tutto il mio staff siamo molto felici ed orgogliosi per il suo ingresso nel nostro team. E’ stato un grande calciatore, un grande professionista e un grande capitano della Salernitana: sono sicuro che il suo bagaglio tecnico e di esperienze sarà molto utile per i ragazzi che oggi si affacciano al mondo del calcio. Insieme a lui, vogliamo iniziare un progetto tecnico a lungo termine per valorizzare i giovani talenti del calcio salernitano. Il nostro obiettivo è permettere ai ragazzi di esprimere al meglio le proprie potenzialità, facendoli allenare in un ambiente serio e sotto la guida di autentici esperti. Per tutti i bambini nati tra il 2007 e il 2015 che vogliono iniziare a giocare con noi l’appuntamento è al campo «24 Maggio 1999» in Via Quintino di Vona, a Sant’Eustachio e al «De Gasperi», nell’omonimo rione”.

Per maggiori info 335.5334086 – 373.7668855


Settembre 16, 2019
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Abbiamo raccolto le domande più frequenti che i genitori dei nostri piccoli atleti pongono al momento dell’iscrizione a scuola calcio, provando a rispondere in maniera completa ed esaustiva!

Fa bene giocare a calcio? E’ uno sport sicuro?  Non c’è rischio di farsi male? Sono queste le domande che sentiamo ogni anno al momento delle iscrizioni. Per rispondere alle mamme e ai papà e dissipare ogni dubbio, abbiamo stilato un elenco di 5 buoni motivi per iscrivere un bambino a scuola calcio. Ovviamente, questi sono soltanto 5 dei tanti motivi per avvicinarsi al meraviglioso mondo del calcio: raccontateci i vostri per conoscerli tutti!

Che cos’è il calcio per i bambini?
Il calcio è uno sport di socializzazione che permette al bambino di vivere bel gruppo e gli permette uno sviluppo fisico importante per il suo futuro.

A che età è possibile iniziare?
I bambini vengono accettati dai 6 anni, la cosiddetta scuola calcio. Dopo si passa alle categorie pre-agonistiche pulcini, esordienti, giovanissimi fino alle squadre superiori.

In cosa consiste l’attività?
Non si parla di competitività. Per noi è importante che i bambini socializzino.

Con quale frequenza avvengono gli allenamenti?
Per i bambini dai 6-8 anni, l’allenamento è di 3 volte la settimana per circa un’ora e 15 minuti e si tratta di un’attività per lo più ludica. Per i più grandi l’allenamento è di due volte la settimana per un’ora e mezza. Gli esercizi sono sia tecnici sia di attività personale. Inoltre c’è la partita una volta la settimana.

Leggi anche: I nostri (buoni) motivi per iscriversi a scuola calcio!

Quale attrezzatura è richiesta?
La quota sociale comprende un kit per allenamenti e partite. Da comprare ci sono le scarpe.

Quali documenti bisogna presentare per iscriversi?
All’atto dell’iscrizione deve essere presentato il certificato di sana costituzione, rilasciato dal pediatra.

Iscrizione Scuola Calcio: il parere del medico!

Quali capacità fisiche si sviluppano con il calcio?
Il calcio è uno sport che per le sue caratteristiche di gioco conduce sia a uno sviluppo sia delle capacità aerobiche, cioè della resistenza, sia della velocità. In quanto è uno sport di squadra favorisce la socializzazione.

Vi sono controindicazioni?
Se il bambino è sano non vi sono controindicazioni. Essendo però uno sport di contatto con  cadute e contrasti esiste la possibilità di contusioni e più raramente di fratture o distorsioni. L’incidenza dipende da diversi fattori tra cui le caratteristiche del terreno di gioco o la giusta preparazione.

A che età è possibile iniziare l’attività agonistica?
La federazione italiana calcio permette di organizzare tornei già dagli otto anni nella categoria pulcini tuttavia secondo la normativa in vigore l’agonismo inizia dopo i 12 anni. Importante è evitare sempre fanatismi ed emulazioni.

Anche quest’anno, ripartono le attività della Polisportiva LocubiaPer tutti i bambini nati tra il 2005 e il 2015, l’appuntamento è al campo “24 Maggio 1999” in Via Quintino di Vona, a Sant’Eustachio, per vivere insieme una nuova stagione all’insegna del divertimento, dello sport e delle emozioni che solo il calcio sa regalare!