Blog - Polisportiva Locubia

settembre 16, 2019
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Abbiamo raccolto le domande più frequenti che i genitori dei nostri piccoli atleti pongono al momento dell’iscrizione a scuola calcio, provando a rispondere in maniera completa ed esaustiva!

Fa bene giocare a calcio? E’ uno sport sicuro?  Non c’è rischio di farsi male? Sono queste le domande che sentiamo ogni anno al momento delle iscrizioni. Per rispondere alle mamme e ai papà e dissipare ogni dubbio, abbiamo stilato un elenco di 5 buoni motivi per iscrivere un bambino a scuola calcio. Ovviamente, questi sono soltanto 5 dei tanti motivi per avvicinarsi al meraviglioso mondo del calcio: raccontateci i vostri per conoscerli tutti!

Che cos’è il calcio per i bambini?
Il calcio è uno sport di socializzazione che permette al bambino di vivere bel gruppo e gli permette uno sviluppo fisico importante per il suo futuro.

A che età è possibile iniziare?
I bambini vengono accettati dai 6 anni, la cosiddetta scuola calcio. Dopo si passa alle categorie pre-agonistiche pulcini, esordienti, giovanissimi fino alle squadre superiori.

In cosa consiste l’attività?
Non si parla di competitività. Per noi è importante che i bambini socializzino.

Con quale frequenza avvengono gli allenamenti?
Per i bambini dai 6-8 anni, l’allenamento è di 3 volte la settimana per circa un’ora e 15 minuti e si tratta di un’attività per lo più ludica. Per i più grandi l’allenamento è di due volte la settimana per un’ora e mezza. Gli esercizi sono sia tecnici sia di attività personale. Inoltre c’è la partita una volta la settimana.

Leggi anche: I nostri (buoni) motivi per iscriversi a scuola calcio!

Quale attrezzatura è richiesta?
La quota sociale comprende un kit per allenamenti e partite. Da comprare ci sono le scarpe.

Quali documenti bisogna presentare per iscriversi?
All’atto dell’iscrizione deve essere presentato il certificato di sana costituzione, rilasciato dal pediatra.

Iscrizione Scuola Calcio: il parere del medico!

Quali capacità fisiche si sviluppano con il calcio?
Il calcio è uno sport che per le sue caratteristiche di gioco conduce sia a uno sviluppo sia delle capacità aerobiche, cioè della resistenza, sia della velocità. In quanto è uno sport di squadra favorisce la socializzazione.

Vi sono controindicazioni?
Se il bambino è sano non vi sono controindicazioni. Essendo però uno sport di contatto con  cadute e contrasti esiste la possibilità di contusioni e più raramente di fratture o distorsioni. L’incidenza dipende da diversi fattori tra cui le caratteristiche del terreno di gioco o la giusta preparazione.

A che età è possibile iniziare l’attività agonistica?
La federazione italiana calcio permette di organizzare tornei già dagli otto anni nella categoria pulcini tuttavia secondo la normativa in vigore l’agonismo inizia dopo i 12 anni. Importante è evitare sempre fanatismi ed emulazioni.

Anche quest’anno, ripartono le attività della Polisportiva LocubiaPer tutti i bambini nati tra il 2005 e il 2015, l’appuntamento è al campo “24 Maggio 1999” in Via Quintino di Vona, a Sant’Eustachio, per vivere insieme una nuova stagione all’insegna del divertimento, dello sport e delle emozioni che solo il calcio sa regalare!

 


settembre 6, 2019
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Perché iscrivere un bambino a Scuola Calcio? Ecco cinque buoni motivi per iniziare la stagione 2019/2020 con entusiasmo, voglia di divertirsi e attenzione al benessere.

Il calcio è uno degli sport più amati nel nostro Paese e, ogni anno, migliaia di bambini scelgono di iscriversi a scuola calcio per divertirsi e tentare di costruirsi un futuro nel “mondo del pallone”. Talvolta, però, i sogni dei piccoli (aspiranti) calciatori si scontrano con le preoccupazioni o le ansie dei genitori: fa bene giocare a calcio? E’ uno sport sicuro?  Non c’è rischio di farsi male? Sono queste le domande che sentiamo ogni anno al momento delle iscrizioni. Per rispondere alle mamme e ai papà e dissipare ogni dubbio, abbiamo stilato un elenco di 5 buoni motivi per iscrivere un bambino a scuola calcio. Ovviamente, questi sono soltanto 5 dei tanti motivi per avvicinarsi al meraviglioso mondo del calcio: raccontateci i vostri per conoscerli tutti!

E’ divertente!

Prima di tutto si deve far sì che il bambino si diverta, e si appassioni a questo sport. Alla Scuola Calcio il piacere è assicurato! L’attività continua, la competitività e lo spirito di squadra costituiscono elementi fondamentali per il divertimento di vostro figlio. Il genuino piacere che si prova nel calciare il pallone sarà un interesse unico e speciale per il bambino.

Fa bene alla salute!

Il moto svolto durante il gioco del calcio renderà vostro figlio allenato ed in buona salute. Praticare un’attività fisica con impegno e costanza aiuterà il bambino a prendere la sana abitudine al movimento. Questo eviterà la sedentarietà, prevenendo problemi di sovrappeso, obesità e persino cardiaci. Inoltre, il calcio ha grandi vantaggi anche per il potenziamento muscolare: migliora la capacita cardiaca e polmonare, aumenta resistenza e riflessi, nonché fortifica gli arti inferiori.

Aiuta a fare tanti amici!

Essendo uno sport di squadra, il calcio favorisce l’interazione fra i bambini, che, trovandosi in un ambiente solare e positivo, saranno stimolati a dare del proprio meglio. Impareranno a condividere momenti tristi e felici con i propri compagni di squadra, creando forti rapporti di amicizia e complicità che nella maggior parte dei casi durano per anni.

Educa al rispetto delle regole

Uno sport con regole così semplici sarà altrettanto semplice da comprendere per il piccolo. La serietà, il rispetto delle regole, la presenza agli allenamenti, l’attaccamento alla società ed il lavoro sul campo sono i valori che vengono promossi verso i ragazzi che giocano a calcio. Con il bagaglio di conoscenze che avranno acquisito nella Scuola Calcio, i bambini continueranno a dimostrare la propria educazione anche al di fuori di essa.

Migliora la disciplina!

La disciplina che i vostri figli apprenderanno sul campo li aiuterà successivamente nella loro vita. Ovviamente niente che possa segnarli in modo negativo; impareranno a comportarsi in maniera adeguata con tutti, guadagnando il rispetto dei propri compagni ed allenatori. Con l’aspettativa di giocare il più possibile con il pallone insieme agli amici, il bambino imparerà cos’è la disciplina divertendosi.

Anche quest’anno, ripartono le attività della Polisportiva Locubia! Per tutti i bambini nati tra il 2005 e il 2015, l’appuntamento è al campo “24 Maggio 1999” in Via Quintino di Vona, a Sant’Eustachio, per vivere insieme una nuova stagione all’insegna del divertimento, dello sport e delle emozioni che solo il calcio sa regalare!


agosto 30, 2019
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Dopo un pò di meritato riposo, ripartono a pieno regime le attività della scuola calcio: scendi in campo con la Polisportiva Locubia!

Tutto pronto per la stagione calcistica 2019/2020. Dopo alcune settimane di relax, lo staff della Polisportiva Locubia è pronto a tornare in campo. “Come ogni anno stiamo lavorando duramente”, commentano i responsabili della scuola calcio, “per garantire un servizio ottimale ai nostri bambini. Ci saranno alcune novità e tanti volti nuovi ma rimarrà un fondamentale punto fermo: la qualità del lavoro degli istruttori della nostra scuola calcio. In linea con quelli che sono sempre stati i principi fondamentali della società, anche per la prossima stagione l’obiettivo sarà quello di portare qualità non solo a livello di allenamento e tecnica, ma anche dal punto di vista della coordinazione, d’impostazione posturale e dell’atteggiamento comportamentale”.

Si riparte con una serie di allenamenti nei quali sarà possibile conoscere tutti gli istruttori e iniziare a socializzare con i compagni vecchi e nuovi. A queste giornate potranno infatti partecipare non solo gli iscritti ma anche tutti quei bambini che volessero conoscere il mondo della Polisportiva Locubia, per trascorrere insieme a noi alcune ore e valutare un’eventuale iscrizione.

Le sedute di allenamento si volgeranno presso l’impianto sportivo “24 Maggio 1999” in Via Quintino di Vona (quartiere Sant’Eustachio, Salerno) e nel Campo De Gasperi, sotto la direzione dello staff tecnico della Polisportiva Locubia. A guidare i piccoli calciatori saranno gli allenatori Pierdavide Panariello (Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, Diploma Allenatore di base FIGC UEFA B, Istruttore CONI-FIGC, Operatore tecnico di ginnastica posturale in ambito sportivo CON), Vincenzo Nobile (Istruttore CONI-FIGC), Ciro Maddaloni (Istruttore CONI-FIGC) ed Enzo Marigliano (Diploma Allenatore di base UEFA B, Istruttore CONI-FIGC).

Di seguito il calendario delle lezioni in programma nei prossimi giorni:

🕧 VENERDÌ 30 AGOSTO
GIOVANISSIMI 2005-2006 ORE 17:30 (CAMPO SANT’EUSTACHIO)

🕑 LUNEDÌ 2 SETTEMBRE
PULCINI 2009-2010 ORE 17:30 (CAMPO SANT’EUSTACHIO)

🕑 MARTEDÌ 3 SETTEMBRE
PICCOLI AMICI 2013-2014 ORE 17:30 (CAMPO SANT’EUSTACHIO)
PULCINI 2011-2012 ORE 17:30 (CAMPO SANT’EUSTACHIO)

🕑 GIOVEDÌ 5 SETTEMBRE
ESORDIENTI 2007-2008 ORE 18:00 (CAMPO DE GASPERI)

Ti aspettiamo per giocare e divertirci insieme!


agosto 23, 2019
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Parte il progetto di collaborazione tecnica/sportiva fra AS.D. POLISPORTIVA LOCUBIA e U.S. VALENTINO MAZZOLA

La partnership tra A.S.D. Polisportiva Locubia e U.S. Valentino Mazzola nasce dall’esigenza di creare a Salerno un punto di riferimento per la formazione e lo sviluppo del settore giovanile agonistico. Il nostro contesto è costituito da un territorio tradizionalmente fertile per quanto riguarda la nascita e la crescita di giovani promesse calcistiche. Consapevoli del ruolo che si vuole esercitare, siamo a costruire un modello di partnership tecnico-sportiva, con l’obiettivo di avere continuità temporale e con lo scopo di raggiungere i traguardi che tutte le società si prefiggono. Il nostro scopo è quello di formare e inserire il maggior numero di calciatori nei massimi livelli professionistici e dilettantistici, sappiamo benissimo che molte sono le qualità richieste, non solo motorie ma soprattutto caratteriali che permettono ad un ragazzo di “arrivare”. E a tale riguardo siamo consci che la nostra “palestra” deve formare prima di tutto l’uomo, ovvero stimolare e valorizzare la capacità di attenzione e di applicazione, la padronanza di sé e quella di relazionarsi correttamente con gli altri.

Solo con questi passaggi si tempra la volontà, vera tappa di maturità che consente di imparare il senso del sacrificio, e il saper affrontare le difficoltà che la competizione agonistica pone dinanzi. Si tratta sicuramente di un lavoro che richiede grande impegno sia in termini di risorse umane che economiche ma che diventa di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo di tanti bambini e ragazzi che trovano proprio nello sport, e nello specifico nel calcio, una risposta positiva al proprio bisogno di socializzazione, di crescita armonica, di sviluppo, di autostima e di soddisfazione personale attraverso il gioco di squadra. Per questo motivo la ASD POLISPORTIVA LOCUBIA e L’U.S. VALENTINO MAZZOLA (storiche società sportive del panorama calcistico salernitano) hanno voluto iniziare questa collaborazione, gettando le basi per la creazione di una squadra agonistica (categoria giovanissimi 2005/2006). Il progetto avrà come responsabile il sig. Mariano Turco.

Questo disegno permette uno scambio reciproco di esperienze e di conoscenze al fine di permettere ai ragazzi di trovare una organizzazione sportiva unitaria, non frammentata, che consenta loro di perseguire l’adeguata sistemazione a seconda delle proprie capacità e delle proprie esigenze. Quanto detto acquisisce un valore tanto maggiore quando si tratti di soggetti in età evolutiva.

I ragazzi nati nell’anno 2005/2006 interessati, possono partecipare allo stage che si terrà venerdì 30 agosto alle ore 17.30 presso il campo 24 maggio 1999.


agosto 9, 2019
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La passione per il calcio non va mai in vacanza…ma per tornare in campo più carichi che mai ci vuole un pò di riposo!

Il team della Polisportiva Locubia augura buone vacanze a tutti i piccoli calciatori, alle loro mamme e papà, alle famiglie e a tutti gli appassionati che, anche quest’anno, ci hanno sostenuto con passione durante l’intera stagione sportiva: tra allenamenti e partite, il vostro contributo è stato fondamentale!

Ripartiremo a settembre e sicuramente ci saranno nuovi arrivi e tanti piccoli calciatori ai quali dare il benvenuto: lo faremo con la passione, l’entusiasmo, la competenza e l’allegria che ogni giorno ci sforziamo di mettere in campo!

Tenete sempre d’occhio i nostri social per essere aggiornati su tutte le nostre attività!

Buona Vacanze dal team della Polisportiva Locubia!


agosto 2, 2019
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Nel 2006, la Fifa ha condotto uno studio statistico a livello mondiale, il cosidetttoBig Count 2006: si tratta di un grande sondaggio teso ad indagare i numeri e le cifre dello sport più amato al mondo. Da questa indagine è emerso che in tutto il mondo ci sono 265 milioni di persone che praticano il calcio e 38 milioni di tesserati per le varie società. Includendo anche gli arbitri e i funzionari, il totale delle persone direttamente coinvolte nel calcio raggiunge i 270 milioni: il 4% della popolazione mondiale.

Il continente con più giocatori in termini assoluti è l’Asia (con 85 milioni di calciatori), seguita da Europa (62 milioni), Africa (46 milioni), America del Nord (43 milioni), America del Sud (27 milioni) e Oceania (“appena” 0,5 milioni). In percentuale, però, la maggior diffusione del calcio si registra in Europa, Nord e Sud America, dove le persone coinvolte rappresentano il 7% della rispettiva popolazione totale.

Chi decide le regole del gioco?

Per quanto riguarda la redazione, innovazione e interpretazione delle regole calcistiche, opera l’IFAB, un organismo incardinato nella struttura della FIFA all’interno del quale hanno diritto di voto 8 membri, 4 designati dalla FIFA stessa e altrettanti dalle 4 federazioni calcistiche britanniche (la FA per l’Inghilterra, la SFA per la Scozia, la FAW per il Galles e la IFA per l’Irlanda del Nord). Tale funzione normativa del regolamento del calcio è svolta in via esclusiva e tassativa in campo professionistico e dilettantistico, in quanto sulle regole del gioco del calcio, che vengono fatte applicare attraverso l’arbitro e i suoi assistenti, non si è mai configurata un’effettiva funzione normativa sussidiaria delle federazioni continentali e nazionali.

Il maggior organo di governo del calcio a livello internazionale è la FIFA, acronimo di Fédération Internationale de Football Association (in italiano Federazione Internazionale del Calcio), che ha sede a Zurigo, in Svizzera.


luglio 19, 2019
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Il calcio moderno è un prodotto Made in UK: la squadra più “vecchia” è un club inglese e la FA è la federazione calcistica più longeva di tutto il mondo.

Partendo dall’Inghilterra, però, il calcio si è ben presto diffuso in tutto il mondo fino a diventare uno degli sport più amati in ogni Continente. Non c’è infatti nazione – in Europa, Asia, America, Africa e Oceania – che non abbia una rappresentativa calcistica: ma come si è arrivati a questo?

Un gioco mondiale

A partire dal XIX secolo, il calcio si è diffuso a macchia d’olio in tutto il mondo. In Inghilterra, il football smise presto di essere appannaggio dei ceti benestanti e divenne lo sport per eccellenza della classe operaia: uno gioco divertente, semplice e stancante era l’ideale per sfogarsi dopo una dura settimana di lavoro. Il fenomeno delle migrazioni, molto forte a fine ‘800, contribuì al successo del calcio: gli operai e i commercianti inglesi che lasciavano la madrepatria in cerca di fortuna esportarono il calcio prima nelle vicine Scozia (1873), Galles (1876) e Irlanda del Nord (1880) e successivamente in tutta Europa. Furono così fondate le federazioni nazionali di mezz’Europa. Il successo del calcio era ormai un fenomeno internazionale e fu pertanto necessario chiarire in maniera più dettagliata le regole del gioco: in questi anni infatti, continuavano a esistere svariate interpretazioni del regolamento nato in Inghilterra. Anche a questo scopo, nel 1904 si costituì la Fédération Internationale de Football Association (FIFA), cui man mano si unirono molte delle varie Federazioni nazionali nate fino ad allora: agli inizi del XX secolo, dunque, il calcio era già un fenomeno globale!


luglio 12, 2019
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La scosa settimana abbiamo parlato delle origini del calcio, dell’Oriente fino all’Inghilterra! Proprio la Gran Bretagna, infatti, ha giocato un ruolo fondamentale nella storia del calcio moderno.

La patria del calcio moderno è l’Inghilterra. I primi a giocare a calcio (como lo intendiamo noi oggi) sono stati gli studenti dei college britannici. All’epoca le classi universitarie erano sempre composte da dieci alunni, a questi si aggiungeva il maestro che giocava sempre insieme ai suoi studenti: nacque così la consuetudine di giocare in undici. Il “capitano” di una squadra di calcio è quindi una sorta di discendente del maestro che, in quanto tale, dirigeva la sua classe di alunni. Le diverse scuole britanniche giocavano ognuna secondo le proprie regole, spesso alquanto diverse tra di loro. Nel 1848, due studenti di Cambridge, H. de Winton e J.C. Thring, proposero e ottennero di fare una riunione con i rappresentanti di altri undici college (tra i quali Eton, Harrow, Winchester, Rugby e Shrewsbury) per trovare un punto d’incontro e stabilire regole comuni. La riunione durò otto ore e produsse un importante risultato: vennero infatti stilate le prime basilari regole del calcio, dette anche Regole di Cambridge.

 La prima squadra di calcio nella storia

Il 24 ottobre 1857 a Sheffield, Nathaniel Creswick fondò la prima squadra di calcio della storia: lo Sheffield FC. Ma il contributo che Creswick ha dato al gioco del calcio non è solo questo: insieme a William Prest, infatti, scrisse nel 1858 le Sheffield Rules (Regole di Sheffield). Fu un passo in avanti molto dettagliate perché introdusse nel gioco regole molto importanti, come la durata della partita e la divisione della stessa in due tempi, tutt’oggi in vigore.

Pochi anni dopo, il 26 ottobre 1863, a Londra, presso la Free Mason’s Tavern, i più importanti college britannici diedero vita alla Football Association, la prima federazione calcistica nazionale della storia. Il primo atto della FA fu stabilire un regolamento unico e definitivo: in primo luogo, si stabiliì che era possibile giocare il pallone soltanto con i piedi.  Il gioco con le mani era consentito solo nel momento in cui era necessario catturare un pallone chiaramente indirizzato in porta, come su un calcio di punizione diretto: in questa fase, infatti, non esisteva ancora il ruolo del portiere. Queste regole furono adottate da tutti eccetto che dalla scuola di Rugby. I rappresentati di questo college volevano un gioco più fisico e che consentisse di toccare il pallone anche con le mani. Ne nacqua una “frattura” che portò alla nascita del rugby, sport che prende il nome dalla scuola che l’ha sviluppato. Lo sport codificato dalla Football Association prese il nome association football, per distinguerlo dal rugby football. Nel 1888 si tenne il primo campionato inglese, secondo la formula a giorne unico tuttora in vigore: chi lo vinse?


luglio 5, 2019
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Tutti sappiamo che il calcio è uno sport di squadra giocato con un pallone rotondo su un campo di gioco rettangolare, con due porte e due squadre composte da 11 giocatori: questo è ovvio. Ma quanti di noi conoscono la storia e le origini del nostro sport preferito?

Per fare chiarezza e approfondire la nostra passione, abbiamo deciso di lanciare una nuova rubrica sulla storia del calcio, dalle origini fino ai giorni nostri. Ovviamente, per iniziare, non potevamo che partire dagli albori! Come è nato il calcio?

Le origini del calcio

Le origini del calcio sono antiche e non molto chiare: diversi Paesi, infatti, si contendono la partenità di questo sport. Storicamente parlando, va detto che il predecessore più simile al calcio attuale è un gioco cinese di cui si hanno tracce fin dal II e III secolo a.C. Il nome di questa disciplina era tsu’ chu cuju (蹴鞠, cùjú, letteralmente “palla spinta con il piede”) e si trattava di un allenamento militare nel quale si doveva calciare una palla, riempita con piume e capelli, tra due canne di bambù: la porta non superava i 30–40 cm di larghezza. Circa 500 o 600 anni dopo, in Giappone si giocava il kemari (un gioco tuttora praticato) nel quale l’obiettivo dei giocatori, disposti in cerchio, era passarsi con i piedi una palla di medie dimensioni, evitando che toccasse terra.

Dall’Oriente all’Europa

Dall’Oriente, “gli antenati” del calcio sono arrivati in Occidente attraverso la Grecia. Nella Grecia del IV secolo a.C. si giocava l’episciro (dal greco episkyros), un gioco che in epoca Romana prese il nome di harpastum: due fazioni dovevano portare una palla oltre la linea di fondo avversaria. In questo sport, come si può facilmente intuire, l’aspetto antagonistico e fisico prevaleva rispetto a quello puramente tecnico e agonistico. Dopo il crollo dell’Impero Romano, il calcio sembra scomparire. I riferimenti successivi si trovano nel Medioevo, in Italia, dove venne probabilmente abbozzato il gioco del calcio attuale (anche se con caratteristiche più simili al rugby) e chiamato Calcio in costume o fiorentino. Nelle isole britanniche questo sport antenato del calcio, portato dai conquistatori romani, incontrò diverse opposizioni: nel 1314 il podestà di Londra lo dichiarò fuorilegge, durante la Guerra dei cent’anni fu vietato a favore del tiro con l’arco; venne successivamente osteggiato da parte dei Puritani nel XVI secolo che lo consideravano “frivolo”. Lo sport rimase comunque praticato e non fu mai soppresso del tutto, finché non venne depenalizzato nel 1835 con il cosiddetto Highway Act, che vietò il gioco nelle strade pubbliche ma lo rese possibile negli spazi chiusi.

La patria del calcio moderno fu quindi l’Inghilterra, e in particolare i college britannici: ma di questo parleremo nel prossimo articolo!


marzo 21, 2019
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Il gruppo squadra è un’entità che si avvale di una sua anima. L’allenatore è il suo regista: sente e filtra ogni aspetto di quest’anima e ne regge le redini, modulandone il passo, controllandone, lungo il suo percorso sportivo, il lato selvaggio. Sta al mister canalizzare l’energia interiore dei componenti dello spogliatoio, che nel complesso diventa una cosa sola, e sintonizzarli evitando che questo cavallo dallo spirito libero, fatto di un’anima dalle mille facce, si imbizzarrisca e perda il controllo.

SENSIBILITÀ, LA CHIAVE PER GESTIRE IL GRUPPO

La variabile fondamentale che consente al tecnico di perseguire tutto ciò è la sua sensibilità, la capacità di essere talmente lucido e sereno da percepire umori e malumori del gruppo e mediare tra i suoi componenti. L’istruttore assolve a questo compito allo stesso modo di come la nostra coscienza dovrebbe fare con le varie parti della nostra anima: per stare bene bisogna essere in grado di conoscere noi stessi, investendo sulle nostre qualità e depotenziando i nostri limiti.