Perchè la maglia dell'Italia è azzurra? Storia (breve) della Nazionale

Novembre 15, 2019by redazione0
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La sosta della Seria A è una buona occasione per approfondire la nostra consocenza della Nazionale e scoprire qualche cuoriosità: ad esempio, vi siete mai chiesti perchè la maglia dell’Italia è azzurra?

La Nazionale è la squadra del cuore di tutti. Al di là del club calcistico per il quale si fa il tifo, ogni appassionato di calcio segue le partite degli Azzurri con passione e coinvolgimento emotivo. In pochi, però, conoscono la storia della Nazionale Italiana di calcio e perfino della sua divisa: vi siete mai chiesti, ad esempio, perché gli “Azzurri” sono proprio “azzurri”? Ossia, qual’è il motivo per il quale la maglia della Nazionale ha questo particolare colore che non figura neppure nella bandiera del nostro Paese?

La risposta a questa domanda affonda le sue radici nella storia della Nazionale Italiana di Calcio. La prima maglia indossata dalla nazionale italiana nell’esordio assoluto con la Francia del 15 maggio 1910 era di colore bianco. Tale scelta fu semplicemente dovuta al fatto che non si era raggiunto ancora l’accordo sulla divisa ufficiale, e dunque si decise di non colorarla lasciandola bianca.  Dopo due partite, in occasione di un’amichevole con l’Ungheria disputata a Milano il 6 gennaio 1911 la tenuta bianca venne sostituita da quella azzurra: la scelta era dovuta al fatto che l’azzurro è il colore dello stendardo della casa reale dei Savoia. La divisa prevedeva in abbinamento pantaloncini bianchi e calzettoni neri (col tempo anche questi ultimi diverranno azzurri). È molto diffusa la leggenda secondo cui le divise italiane dei primi decenni fossero di una tonalità di azzurro molto chiara, più vicina al celeste. In realtà, le maglie della nazionale sono state fin dagli esordi azzurre o blu: questo “falso storico” deriva dalle copertine acquerellate che La Domenica del Corriere dedicava alla squadra (le poche immagini a colori all’epoca disponibili), in cui le maglie venivano rappresentate con un celeste molto chiaro.

Durante gli anni ’30 l’Italia ha vissuto anche una breve parentesi con una divisa completamente nera, voluta dal regime fascista di Benito Mussolini. La divisa nera cadde nell’oblio dopo la caduta del regime; il solo colore, limitato a un inserto sulla manica sinistra, ritornò sulle maglie azzurre all’indomani della tragedia di Superga quando tutte le rappresentative nazionali, in memoria del Grande Torino, scesero in campo per un anno intero col lutto al braccio “compreso” nella divisa: non si trattava infatti di una fascia, ma di una vera e propria diversa colorazione nella trama azzurra. Per quanto riguarda le maglie dei portieri, le prime divise erano di colore nero; successivamente dagli anni 1950 in poi sono state pressoché stabilmente di tonalità grigia con il colletto e i polsi blu, a partire dagli anni 1980 le maglie erano di una tonalità metallica vicina all’argento, con piccole modifiche legate alle variazioni stilistiche degli sponsor tecnici (ad esempio, la maglia del 1994 aveva le maniche rosse, bianche e blu con disegni zigzag). Solo a partire dalla metà degli anni 1990 hanno assunto altre colorazioni, generalmente rosso o verde, adattandosi anche qui allo stile dello sponsor tecnico.

La maglia della nazionale ha visto anche delle varianti cromatiche nel corso della sua storia. Nel 1950 la nazionale B disputò un’amichevole contro l’Inghilterra B indossando, per un’unica volta, una divisa azzurra con fascia bianca, e numeri neri sulla schiena. Sempre negli anni 1950 la Nazionale giovanile scendeva in campo con una maglia verde, colore scelto proprio quest’anno per la terza divisa della Nazionale Maggiore. Una curiosità: nel 1994 l’Under-21, a causa di un disguido tecnico, giocò contro la Croazia indossando una maglia rossa: era in realtà la seconda maglia della squadra locale!

 

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