Calcio e mentalità vincente: come comportarsi dentro e fuori dal campo

Febbraio 14, 2019by redazione0
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Un calciatore vincente non solo si pone più obiettivi e li diversifica, ma è tenace, li costruisce e distribuisce con criterio nel tempo.

Se non ci credi non accadrà mai, se pensi negativo i tuoi risultati saranno per la maggior parte negativi. Legato al concetto di cultura dell’alibi, c’è quello di approccio positivo al lavoro: un’atteggiamento psicologico è fondamentale per  raggiungere i risultati e i traguardi che ci si pone. E non si tratta solo di resilienza, cioè la capacità di saper sopportare e affrontare le difficoltà anche quando si protraggono nel tempo credendo fortemente nella soluzione del problema. Si tratta di un atteggiamento convinto, determinato e consapevole a priori. Perché se si vuole fortemente e si lavora affinché qualcosa accada si creano i presupposti affinché le aspettative non vengano deluse. Se viceversa non ci si crede e si spera solamente, state pure sereni: sarà quasi impossibile che i risultati attesi arrivino.

OBIETTIVI: TANTI, RAGGIUNGIBILI E LEGATI

Occorre ragionare allora (anche) in termini temporali più ristretti ponendosi dei sotto traguardi, il raggiungimento dei quali diventa la base, la condizione, ciascuno, di quelli successivi. È un fissare le tappe intermedie in direzione della meta finale. Questo comportamento ha una serie di vantaggi sia sul piano pratico che psicologico. Porsi obiettivi nel breve, medio e lungo termine significa lavorare oggi su elementi concreti e avere sempre chiara la direzione da seguire. Significa adottare comportamenti fattivi, da subito, prendere consapevolezza che lavorare adesso si traduce in un avvicinamento alla meta finale. È un atteggiamento che tiene alta la motivazione ogni giorno perché induce a impegnarsi per ottenere dei risultati immediati. Aiuta soprattutto a imparare e crescere, anche non dovessimo arrivare fino in fondo. Ci porta, e questo è importantissimo, ad acquisire abilità e competenze da mettere in gioco anche in altri campi.

NON PENSATE SOLO A VOI STESSI

Nel calcio se sono giovane e ho talento potrei avere, per esempio come obiettivo principale, quello di ottenere col tempo un ingaggio in una prima squadra professionistica. Dovrò di conseguenza fissare gli step intermedi necessari per aumentare la probabilità di riuscita. Questi saranno pluriennali, annuali, mensili, settimanali e quotidiani. Chiaramente ogni conquista del breve periodo deve essere funzionale al raggiungimento di quelle nel medio le quali a loro volta devono esserlo per quelle del lungo. Un consiglio: confrontatevi col vostro allenatore. Lui, con le sue competenze e esperienza, la conoscenza delle abilità e capacità già acquisite da voi e dai vostri compagni, può aiutarvi a definire il piano di lavoro all’interno della squadra stessa. Negli sport non individuali non possiamo limitarci a fissare i nostri obiettivi senza preoccuparci anche dei nostri compagni. Vi faccio un esempio. Se decido di voler fare, in stagione, 40 reti potrei scivolare verso una ricerca ossessiva del gol perdendo di vista il collettivo, magari un facile passaggio a un compagno meglio posizionato di me. La condizione ottimale degli sport di squadra, assolutamente raggiungibile se c’è una buona programmazione e analisi corretta e coerente dei valori tecnici e umani dello spogliatoio, è quella per cui gli obiettivi del singolo aiutano gli obiettivi del gruppo e viceversa.

redazione


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