La mobilità generale nel calcio: principi e consigli per migliorarla

Gennaio 10, 2019by redazione0
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Per migliorare le proprie prestazioni il calciatore deve lavorare con criteri e metodi corretti sulla flessibilità delle proprie articolazioni. Principi generali e consigli.

Da un punto di vista motorio e coordinativo la mobilità può essere definita come “la capacità di riuscire a eseguire volontariamente e in modo mirato movimenti con la necessaria ampiezza ottimale d’escursione (oscillazione) delle articolazioni a esso interessate”. In generale la mobilità articolare è il presupposto fondamentale della motricità umana, soprattutto di quella degli sportivi, per cui il suo allenamento è componente imprescindibile del processo di miglioramento del calciatore e non può essere assolutamente trascurata.

EFFETTI DIRETTI

La mobilità ha azione diretta sulla prestazione sportiva e favorisce la prevenzione degli infortuni. Permette, inoltre, di realizzare senza ostacoli (o comunque con minor resistenze interne) impegni di forza e rapidità. Può essere suddivisa in:

  • mobilità generale: il tipo che ha obiettivi basilari e generici fondamentali per l’allenamento in ogni sport;
  • mobilità speciale: quella che viene pensata per richieste particolari di mobilità proprie di un singolo sport;
  • mobilità attiva: quella con la quale si ricerca la massima escursione raggiungibile autonomamente;
  • mobilità passiva: quella raggiunta grazie a forze esterne;
  • mobilità statica: grazie alla quale si mantiene una determinata posizione per un certo periodo di tempo, sia attivamente sia non.

    mobilità calcio
    Avere una buona mobilità articolare è fondamentale anche per i portieri

I CIRCUITI DI MOBILITÀ ARTICOLARE

Possiamo definire quattro contenitori o circuiti funzionali all’interno dei quali inserire esercitazioni mirate per i diversi distretti muscolari e articolari del nostro corpo:

  • per la parte alta del corpo, l’articolazione scapolo omerale;
  • per il tratto cervicale, toracico e lombare;
  • per il bacino e articolazione sacro iliaca;
  • per gli arti inferiori.

A livello esecutivo va ricercata in ogni tipo di esercizio la massima ampiezza individuale raggiungibile con obiettivo, ovviamente, di migliorarla. Il lavoro sulla mobilità articolare è un allenamento vero e proprio e in quanto tale va eseguito nei modi e nei tempi corretti mediante una programmazione ragionata e organizzata, diversamente rischia di essere poco proficua. Le variabili del carico di allenamento (densità, frequenza, intensità) hanno enorme importanza.

redazione


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