Come si formano i piccoli portieri - Polisportiva Locubia

Dicembre 13, 2018by redazione0
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I piccoli calciatori che poi diventeranno portieri spesso non si avvicinano alla scuola calcio con il chiaro desiderio di giocare in quel ruolo.  Pertanto la corretta formazione in giovane età ha una valenza particolarmente importante, essendo una tappa fondamentale per il loro sviluppo globale. Una programmazione non corretta, un carico psicologico eccessivo, l’imposizione di ambienti precocemente selettivi e la corsa all’imitazione del calcio degli adulti sono elementi che potrebbero influenzare in maniera negativa la sfera formativa del bambino.

 

GLI ASPETTI PROPEDEUTICI AL RUOLO

La formazione specifica del giovane portiere inizia nell’età compresa tra gli 8 e i 10 anni. In questo periodo lo sviluppo del gesto tecnico specifico non ha una rilevanza predominante. L’attività si concentra su elementi come l’aspetto ludico e le capacità motorie.  Per individuare il profilo adatto al ruolo, occorre ricercare inizialmente tre aspetti:

  • la predisposizione al gioco con le mani;
  • la facilità all’impatto con il terreno;
  • il coraggio nell’affrontare il contatto con avversari e pallone.

 

TECNICA ED ELEMENTI DI ACROBATICA ASSIEME

Sulla base di questi elementi, è possibile far approcciare un piccolo calciatore al ruolo di portiere in modo proficuo e funzionale.  L’obiettivo, quindi, sarà quello di abbinare la capacità di contatto delle mani col pallone insieme a elementi di acrobatica, prendendo in considerazione anche altri sport che richiedono l’utilizzo delle mani come, ad esempio, la pallavolo ed il basket. Su queste basi, è possibile costruire una programmazione funzionale sia per il singolo allenamento sia per il medio periodo, ottimizzando ciascuna fase della seduta.

 

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